Fabio Pedrina contro le FFS, «ridicola e incomprensibile: era meglio tacere!»

Intervista pubblicata il 4 gennaio 2016 su TicinoLibero
a Fabio Pedrina

L’ex consigliere nazionale PS attacca:. «È palese che dietro ci siano ordini del Dipartimento. Coerente che Leuthard spinga a favore del raddoppio, fastidioso che le FFS si prestino al gioco»

«Mi fanno sorridere… ed anche un po’ pena!». Non usa mezzi termini Fabio Pedrina, ex consigliere nazionale PS ed ex presidente dell’Iniziativa delle Alpi, parlando della presa di posizione delle FFS a favore del raddoppio del Gottardo. «Si erano già espressi in modo possibilista nell’ambito della consultazione. Ora che escano in questo modo, con le parole del portavoce, mi fa un po’ sorridere. Mi ricordano chi riceve gli ordini del capo e non può dire altrimenti, dunque fa il suo versetto».

Quindi pensa che siano arrivate delle pressioni dal Dipartimento di Doris Leuthard?

«Certo. È una presa di posizione che potevano risparmiarsi. Non è un oggetto sul quale necessariamente le FFS avrebbero dovuto dire la loro. Semmai li avrei visti esprimersi in senso contrario, visto che la proposta va contro i loro interessi. Ma dato che sono pagati dalla Confederazione e da tutti i cittadini avrebbero fatto meglio a tacere».

Di fatto c’è un conflitto di interessi fra quanto converrebbe alle FFS e quanto desidera invece il Consiglio federale?

«Il raddoppio del Gottardo è in contrasto con gli interessi delle FFS! Sostengono la teoria che le capacità non verranno aumentate e che dunque non cambierà niente per loro: è la storiella a cui credono gli ingenui. Il raddoppio porterà, sia che vengano usate due corsie sia che se ne utilizzino quattro, ad un aumento di capacità e ciò avrà degli effetti sulla redditività del sistema ferroviario, è indubitabile. Vi saranno problemi anche per Alptransit, dunque è una presa di posizione incomprensibile. Non mi aspettavo che andassero a pugnalare la schiena del Consiglio federale, però avrebbero potuto non dir nulla. Il raddoppio non è nell’interesse delle FFS, potevano tacere. Si vede che è arrivato l’ordine dall’alto, lo constatiamo anche in diverse dichiarazioni di personaggi di rilievo, dietro cui c’è il Dipartimento che sta cercando di evitare di fare una figuraccia. Al di là dei sondaggi, è questo lo scenario che si prospetta. Si rendono ridicoli».

Lei sta assumendo una posizione molto critica verso il Consiglio federale...

«Guardiamo anche gli studi di approfondimento. Durante l’estate è stato detto che non era neppure necessaria la chiusura di 140 giorni, e poi dallo studio che sono stati costretti a pubblicare sono emersi contenuti ben più rilevanti: ovvero il fatto che non c’è l’urgenza come avevano fatto credere, motivo per cui si è spinto per votare in un momento inopportuno (si potevano attendere un paio d’anni dopo l’apertura di Alptransit). Inoltre gli interventi da fare non comportano necessariamente la demolizione e l’innalzamento della soletta, cioè i lavori che fanno esplodere i costi e che comportano una chiusura più prolungati. Si potrebbe risolvere il tutto molto più velocemente con costi inferiori, senza bisogno di fare tutto questo teatro con la chiusura di tre anni, e lo dicono gli stessi studi della Confederazione. Questi temi entreranno nella campagna elettorale e vedremo se il popolo svizzero sarà così pollo da votare sì al raddoppio del Gottardo».

Come giudica il fatto che Leuthard abbia fatto pressione?

«Lei ha già fatto una scelta di campo un paio d’anni fa e adesso è normale e coerente che cerchi di spingere su tutti i fronti per ottenere il risultato e non essere smentita. Non mi meraviglia, mi dà fastidio invece che le Ferrovie stiano a questo gioco».

Il parere delle FFS influenzerà i cittadini?

«Non penso. Con tutte le opinioni che si sentono… . Magari condizionerà addirittura al contrario rispetto a quanto si aspettano, perché ci si chiede se sono ancora capaci di fare i calcoli in casa loro. Su questo tema il popolo svizzero ha sempre mostrato di badare alla sostanza, e le prese di posizione anche dei partiti hanno un’importanza relativa».