La sicurezza e il tunnel del Gottardo

di Filippo Contarini

Nessuno nega che con due gallerie la sicurezza dentro il tunnel del San Gottardo aumenterebbe. È però altrettanto palese cosa succederà una volta fatto il secondo tubo. Ci saranno pressioni fortissime dai poteri economici (finanziatori dei partiti borghesi) e dai Paesi attorno a noi per prendere il secchio di vernice e disegnare due corsie per ogni tubo. E aumentare così il traffico dei camion. Qualcuno è pronto, credibilmente, a negare questo futuro?

Dobbiamo porci quindi, in scienza e coscienza, almeno due domande scomode e brutali. E fa sinceramente male scriverle, ma sarebbe ipocrita non farlo. La prima: quanto costa questo aumento di sicurezza del tunnel? E poi: siamo proprio così sicuri che ci sarà, questo aumento di sicurezza, grazie al raddoppio?

Non bisogna scandalizzarsi di fronte alla domanda dei costi per la sicurezza. Di sicuro non si scandalizzano le assicurazioni quando fanno i loro calcoli. Nemmeno gli ingegneri si scandalizzano quando devono fare i ponti considerando i soldi che ha l’ente pubblico per costruirli. E non si scandalizza la politica quando taglia i fondi per la messa in sicurezza dei fiumi (un esempio drammatico: l’inondazione di quest’estate a Dorfbach, Lucerna). Nella normale attività economica la sicurezza ha un costo. Anche quando chiacchieriamo al bar, magari senza dirlo, facciamo questo calcolo macabro.

Un esempio semplice: sappiamo che la caduta massi al San Salvatore è costante e pericolosa. Ma nessuno ha mai pensato seriamente di spendere miliardi per imbrigliare tutta la montagna. Si accetta piuttosto che la montagna ceda, e che la vita ha dei rischi. Senza dirlo, si fa un calcolo costi-rischi-benefici sulla testa delle persone e si capisce che costerebbe troppo mettere tutto in sicurezza, che la sicurezza al 100% nella vita è impossibile. E quindi le istituzioni si arrangiano come possono: creano una comunicazione accomodante e fatalista, risolvendo il tutto con un cartello. «Caduta massi». Lo stesso discorso vale per le gole grigionesi dove passa il trenino rosso. Ogni tanto succede un dramma, punto. Bloccare il trenino rosso? Nemmeno per idea.

Ma perfino nelle gallerie stradali a una direzione sola succedono i drammi, e anche là il fatalismo domina! Prendiamo come semplice esempio l’incidente di Sierre.

Eppure il massimo slogan dei fautori del raddoppio del Gottardo è che bisogna spendere miliardi su miliardi per un secondo tubo solo per aumentare la sicurezza del San Gottardo. Hanno moralizzato e allarmato. Osservando con dovizia politica sembra però piuttosto uno specchietto per le allodole proposto da politici ben navigati. Politici che per la sicurezza spendono a corrente alternata.

Da qui la domanda, politica, che vi pongo: perché mai spingere così tanto per raddoppiare il San Gottardo e non parlare costantemente di sicurezza sul posto di lavoro, sulle altre gallerie bidirezionali, sulle strade pericolose, su fiumi e montagne? La risposta è chiara: perché spendendo per il Gottardo si possono anche far passare più camion nella galleria. E quelli rendono. E quindi bisogna puntare tutto su argomenti comodi per il popolo, costi quel che costi.

Arriviamo quindi al secondo punto. Siccome i borghesi hanno fatto i conti sbattendo l’oste fuori dalla locanda, noi dobbiamo fare i conti della serva. Se facciamo due tubi al San Gottardo, e così apriamo la strada alla doppia corsia per ogni tubo, aumenteremo la portata della galleria. Questo provocherà anche l’aumento della portata dell’intera autostrada, da Chiasso a Basilea. Se è vero che il pericolo di collisione dentro i due tubi cala, sappiamo che aumenta la portata di un’autostrada intera. Aumenteranno quindi i camion. La conseguenza sarà che non aumenteranno solo le colonne a Basilea, a Chiasso e a Lugano, ma aumenterà anche il pericolo. Aumenterà il tasso di incidenti, su tutta l’autostrada. Questo non me lo invento, ma lo derivo dai dati raccolti dall’European Transport Safety Council.

In pratica cosa significa? Che ad andare in automobile nel San Gottardo magari avremo meno probabilità di farci male, ma ne avremo di più su tutto il resto del tragitto. Se aumentano i veicoli in autostrada, soprattutto i camion, aumentano anche gli incidenti. Sono incidenti meno spettacolari, ma gli incidenti gravi ci sono anche fuori dalle gallerie, e non hanno meno dignità.

E allora vi propongo di nuovo la domanda iniziale: quanto vale una vita umana? Se lasciamo aumentare la portata della nostra autostrada sappiamo che aumenterà il pericolo per i conducenti in tutto il cantone, e non solo dentro al San Gottardo. E quindi di nuovo: non è che la tanto agognata sicurezza del secondo tubo è in realtà soltanto una motivazione parecchio cinica per nascondere altro? Per questo a causa di questo punto io sono contrario al raddoppio del Gottardo.

Permettetemi un ultimo appunto finale. Il neonato comitato di alcuni socialisti a favore del raddoppio fa leva proprio sul concetto di sicurezza. Penso che le compagne e i compagni su questo fronte si sbaglino. La speranza è che comunque siano sufficientemente accorti da non farsi usare dai potentati economici.