Cosa metto sotto l’albero?

di Pepita Vera Conforti, del Coordinamento donne della sinistra

È il periodo in cui siamo alla caccia di regali per amiche e parenti, ma soprattutto per i nipoti. Si può optare per un regalo amico come sostegno alle attività di Fra Martino, ma se i destinatari sono bambini e bambine il pacchetto non può mancare.

Si comincia con il chiedere alla mamma se la figlia o il figlio abbia qualche desiderio particolare. Spesso la risposta standard è “ha già tutto”. A questo punto si sfogliano i cataloghi che immancabilmente intasano le nostre bucalettere. Rosa rosa rosa, blu nero blu nero. Non è una citazione poetica, ma i colori dei regali che, anche quando non sono indicati esplicitamente per maschi e femmine, guidano inconsapevolmente le nostre scelte. Come faccio a regalare questo gioco al mio nipotino quando sulla confezione appare una bambina? Bello questo laboratorio di scienza, ma com’è dark per mia nipote! Nel reparto rosa le proposte più gettonate sono bambole (sempre più magre), principesse, giochi di casa, pony,…; in quello nero/blu: mostri, giochi di costruzione,… Trovare qualcosa che non sia marcatamente differenziato è una faticaccia… Non si possono regalare tutti gli anni giochi di società o i classici mattoncini!

Giocare è una cosa seria perché forma le aspettative e i sogni di bambini e bambine che diventano grandi. Dobbiamo proprio proporre alle bambine giochi passivi che valorizzano solo la bellezza e ai maschi giochi che ne valorizzano l’aggressività? La segmentazione del mercato che differenzia in modo marcato secondo i sessi rafforza gli stereotipi femminili e maschili secondo cliché insostenibili nel Ventunesimo secolo, dove per la prima volta nella storia le donne sono formate (anche se non in tutti i Paesi allo stesso livello). Quali capacità, abilità, creatività sviluppano questi giochi? E perché destinarne alcuni alle bambine e altri ai bambini? Non sarebbe importante che intraprendenza, coraggio, creatività manuale, linguaggio, abilità logiche, pazienza e capacità di cura fossero patrimonio di maschi e femmine, invece che divisi per sesso?