A quando un partito dei disoccupati?

di Raoul Ghisletta, membro del Gran Consiglio

Diamo merito al Governo ticinese di aver esaminato in tempi rapidissimi la mozione interpartitica del 22 settembre 2015 per l’utilizzo dei dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), allo scopo di dare una percezione della disoccupazione più aderente alla realtà. Il Consiglio di Stato condivide pienamente la necessità espressa dalla mozione di divulgare con la massima trasparenza le statistiche disponibili sul mercato del lavoro ticinese e in particolare sulla disoccupazione. Ma non va fino in fondo nell’attuare le importanti richieste della mozione.

Il Governo nel messaggio 7137 del 4 novembre 2015 rinvia al documento “Panorama statistico del mercato del lavoro”, pubblicato da alcuni anni l’Ufficio cantonale di statistica (USTAT): il rinvio si trova ora anche in fondo alla pagina internet iniziale della Sezione del lavoro. Nell’edizione del 17 settembre 2015 del citato documento vi è però un errore nella nota sui dati disoccupazione ILO: i dati ILO infatti indicano i disoccupati da 15 a 64 anni (e non fino a 74 anni, come indica la nota 1). Inoltre per completare il quadro andrebbero anche forniti i dati della sotto-occupazione.

Una tabella dettagliata dei dati disoccupati ILO (ad es. fornisce anche le fasce d’età) si trova anche nel sito dell’Ufficio federale di statistica, per cui un rinvio andrebbe fatto anche a questo sito. In base ai dati federali oltre la metà dei disoccupati ILO non sono iscritti agli uffici regionali di collocamento. Nel III trimestre 2015 la disoccupazione ILO ammonta a livello svizzero al 4,9% e in Ticino al 6,8%. In Ticino sono 12’300 le persone disoccupati ai sensi ILO: erano 5’400 nel 2002.

Nessun rinvio viene fatto dal Governo per quanto riguarda le persone che hanno un lavoro a tempo parziale e che vorrebbero aumentare il loro grado d’occupazione –persone sottoccupate. I dati del terzo trimestre 2015 pubblicati dall’Ufficio di statistica fanno stato di 20’400 persone sotto-occupate in Ticino pari al 11,2% (nel 2004 la percentuale era di 8,4) e di 335’000 persone in Svizzera (7%; nel 2004 era il 5,3%). Vedi: http://www3.ti.ch/DFE/DR/USTAT/allegati/tabella/T_030302_12C.xls

Utile potrebbe essere anche fornire i dati degli interinali iscritti alle agenzie di collocamento: residenti e frontalieri.

Occorre infine che il Governo assicuri di menzionare e commentare i dati della disoccupazione ILO e dei sotto-occupati nelle comunicazioni ufficiali dell’Amministrazione cantonale e del Governo relative al fenomeno della disoccupazione: questo per evitare commenti parziali e fuorvianti sulla disoccupazione in Ticino, come quelli che prendono in conto unicamente i dati SECO.

Per questo motivo mantengo la mozione di cui sono primo firmatario e chiedo che il Parlamento la esamini e si adoperi per garantirne un’attuazione completa.

Andando avanti di questo passo si potrebbe quasi quasi fondare un partito dei disoccupati ILO per far prendere sul serio il problema dalle autorità! Un problema economico ed umano che non si esaurisce nella presentazione corretta delle statistiche, ma che esige anche un’azione determinata e ad ampio raggio dello Stato:

– misure a protezione del lavoro dei residenti
– migliore formazione dei residenti
– misure per il ricollocamento dei disoccupati sul mercato del lavoro
– lavori d’utilità sociale per i disoccupati non ricollocabili sul normale mercato del lavoro
– interventi per un riorientamento dell’economia verso settori qualificati.