Pelin Kandemir (Ps): ‘Si colpisce, ancora una volta, la popolazione più debole’

Intervista a Pelin Kandemir Bordoli, capogruppo socialista in Gran Consiglio

«Ancora una volta, come in passato, il risanamento dei conti pubblici viene fatto sulle spalle di una popolazione già fragilizzata. Basta dare un’occhiata alle misure: si ridimensionano i servizi, il sostegno alle famiglie e alle persone bisognose in generale» commenta Pelin Kandemir Bordoli , capogruppo Ps in Gran Consiglio, che nei giorni scorsi ha sollecitato il governo su alcuni risparmi davvero poco comprensibili. Da un punto di vista politico, beninteso.

«Preoccupa il fatto – aggiunge la deputata socialista – che queste misure vengono calate in una situazione già fragile del nostro cantone e che sono solo la prima parte di un pacchetto finanziario rigoroso». Il Consiglio di Stato, infatti, ha già anticipato il ‘piatto forte’ della manovra finanziaria per la prossima primavera. «Se si insiste in questa direzione, si allarga oltretutto il disagio sociale con conseguenze imprevedibili» precisa la nostra interlocutrice. Fra le misure contestate dal Ps, ve ne sono due particolarmente indigeste. «In primo luogo penso a quella che taglia i contributi alle famiglie curanti. Stiamo parlando di persone che si prendono a carico ammalati o invalidi, loro familiari, rinunciando magari al lavoro. Persone che evitano il ricovero dei propri cari e dunque ulteriori costi all’ente pubblico» precisa Pelin Kandemir Bordoli. Ciò che non piace, in questo caso, «è il taglio lineare applicato a tutti, senza le differenze necessarie». Peraltro, aggiunge la nostra interlocutrice, si tratta di un provvedimento poco lungimirante perché permette sì un risparmio sul breve termine, ma non certo sul medio-lungo dato che venendo meno la possibilità di cura domiciliare, la persona bisognosa finisce in istituto dove i costi sono ben altri. «La seconda misura incomprensibile riguarda gli assegni di prima infanzia e integrativi, perché esclude una parte della popolazione qui residente in possesso del permesso B. Penso in particolare a famiglie che lavorano, ma faticano ad arrivare alla fine del mese. La nascita di un figlio complica sempre le cose, economicamente parlando, con il relativo aumento di povertà». Si crea, fra l’altro, una disparità di trattamento fra due permessi (B e C).