Collegamento A2 – A13, una scelta sbagliata

di Enrico Geiler

L’USTRA (Ufficio delle strade e delle arginature) ha scelto: galleria da Cadenazzo a Quartino. Tuttavia questa scelta crea più problemi di quanti ne risolva, in primis il costo di due miliardi. Si direbbe che è stata scelta appositamente la variante più costosa affinchè non venga mai eseguita, proprio per il suo costo esorbitante. Anche il rapporto costi benefici è negativo, come confermato dall’Ing. Pierino Borella (Caffè della domenica, 25.10.2015).

Ma ci sono parecchi altri aspetti preoccupanti:
1 – si carica ulteriormente l’unico asse nord-sud che attraversa il Bellinzonese da Arbedo a Cadenazzo, asse già ora alla saturazione e che tra gli altri dovrà servire il futuro ospedale cantonale in zona Saleggi.
2 – si dovranno depositare da qualche parte più di 2 milioni di metri cubi di materiale di scavo in un Ticino disperatamente senza discariche: in pratica i terreni salvati facendo la galleria verranno occupati dal materiale di scavo. Geniale.
3 – l’inquinamento prodotto in galleria si concentrerà attorno ai camini di ventilazione
4 – dovrà essere costruito un nuovo ponte autostradale sul fiume Ticino
5 – l’autostrada forma delle curve strette in corrispondenza dell’uscita dalla galleria e della rotonda dell’aeroporto.
6 – per il traffico interregionale da e per Locarno il tracciato scelto dall’USTRA è il più lungo = più chilometri da percorrere = + inquinamento.
6 – la galleria deve essere a 2 tubi, vale a dire 2 x 7 Km = un’opera equivalente alla galleria del S.Gottardo, da cui tempi di realizzazione molto lunghi. Ecc.
7 – i costi di esercizio e di manutenzione delle gallerie (con i relativi impianti) e dei ponti saranno importanti (vedi galleria del S.Gottardo) e peseranno sulle prossime generazioni sottraendo preziose risorse al nostro cantone.
Ticino attenzione: ti stai caricando di legna verde!

A lungo termine tutti questi fattori negativi peseranno sull’economia e lo sviluppo del Bellinzonese/Piano di Magadino, anche se, come probabilmente si è voluto, saranno favoriti i soliti centri commerciali di St. Antonino.

Ignorata per contro la possibilità di costruire il collegamento sulla sponda destra del Piano di Magadino (Sementina, Gudo, Cugnasco, Riazzino) lungo il fiume Ticino. Un collegamento diretto, senza eccessive difficoltà tecniche e dal costo (si fa per dire) di solo un miliardo. Sfruttando la conformazione naturale del terreno esiste la possibilità di costruire 2/3 di questo allacciamento in galleria naturale o artificiale (con ventilazione naturale) in modo che lo spazio sovrastante può essere riutilizzato e anche il materiale di scavo può essere riutilizzato sul posto. Inoltre esisterebbe la possibilità di prolungare il collegamento fino Via Tatti a Bellinzona, in modo da servire la zona Saleggi e le strutture che vi sorgeranno, evitando pure il costoso semisvincolo. In questo modo la corrente di traffico per Locarno scorrerebbe separatamente già a partire da Bellinzona centro sgravando così l’unico asse Nord –Sud esistente (viale Portone-Giubiasco-Camorino-Cadenazzo).

Persino la variante “Panoramica” propugnata dai verdi sarebbe migliore di quella scelta dall’USTRA.

Interessante anche l’iter di questa decisione. Da anni chi ha le leve del potere ha deciso che l’allacciamento dovrà passare sulla sponda sinistra. Per bloccare sul nascere ogni alternativa è stato creato il piano del Parco del Piano di Magadino, il cui comprensorio stranamente arriva alle pendici montane sula sponda destra e solo fino alla ferrovia sulla sponda sinistra. In seguito sono stati definiti dei “corridoi” che hanno ulteriormente cementato la scelta “sponda sinistra”, scelta alla quale sembrerebbe che anche l’USTRA si sia diligentemente conformata.

Esaminando quanto fatto Oltralpe bisogna annotare che una parte importante delle gallerie ora in esercizio sono gallerie artificiali (non c’è scavo in roccia) con copertura in terra, come appunto si potrebbe fare sulla sponda destra

Ritengo inoltre sbagliato valutare un progetto importante che determinerà la conformazione e la mobilità nella nostra regione per i prossimi 300 anni con il solo metro dottrinale (più strade = più traffico) o ambientale. Bisogna pensare e trovare soluzioni regionali e persino interregionali, considerando che un domani la regione interessata (Bellinzona/Locano) avrà il doppio di abitanti di oggi e necessiterà di collegamenti adeguati, efficienti e razionali che ora siamo ancora in tempo a pianificare. Una volta eseguiti i lavori ce li terremo per secoli e i costi di esercizio/manutenzione e eventuali costi di rifacimento e correzione dei nostri errori (vedi Roveredo Grigioni e Bissone) saranno a carico delle generazioni future. Vorrei pure far notare che nel nostro partito si è parlato troppo poco di questo importante progetto, inoltre chi se ne occupato un poco non necessariamente era/è competente.

Sottolineo pure che senza qualche cartina che illustra i vari tracciati possibili il dibattito, incluso questo testo, risulta per i più alquanto astratto o persino incomprensibile. Per questo tengo a disposizione una documentazione completa che sarà inviata per posta elettronica a chi ne farà richiesta a imparalavita@bluemail.ch

Speriamo che per finire la saggezza trionfi.