Collegamento A2-A13: finalmente la galleria

di Bruno Storni, membro del Gran Consiglio

Evviva! Finalmente, dopo oltre trent’anni persi in discussioni, è giunta la decisione del tracciato del collegamento veloce A2-A13 (già T21). Effettivamente, della strada, anzi autostrada come si pretendeva apertamente a suo tempo, sul piano di Magadino si parla dall’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso, quando il Gran Consiglio approvò il credito per la costruzione della galleria Mappo-Morettina stralciando all’ultimo minuto, per evitare il referendum, il raddoppio della T21 (primo passo dell’autostrada Mappo-Camorino), che faceva parte del messaggio.

Da allora un susseguirsi di iniziative, petizioni, atti parlamentari e alcuni progetti (varianti 95 e 98), per arrivare nel 2008 al referendum contro la Variante 95 dal tracciato assurdo, completamente a cielo a aperto e facilmente raddoppiabile. Quindi in totale spregio del territorio. A spingere a tutti i costi per un’autostrada sul piano sono stati soprattutto municipi e politici locali; per contro tecnici ne segnalarono i rischi per la viabilità nel Locarnese o presentarono progetti in galleria. Una petizione in questo senso, firmata nel 1995 da diecimila cittadini, fu bellamente ignorata.

La pianificazione di questo nuovo collegamento era condotta più da interessi economici particolari legati alla costruzione o all’immobiliare, notoriamente ben presenti nei vari livelli dei consessi politici, invece che basata su concetti urbanistici di qualità e di gestione intelligente della mobilità. Perfino illustri rappresentanti del mondo alberghiero ritenevano che il piano di Magadino fosse da usare per strade e capannoni: l’importante era vendere qualche appartamento realizzato in un albergo dismesso, garantendo un accesso senza colonne al potenziale acquirente.

Che si possa lavorare assieme per trovare soluzioni condivise lo hanno dimostrato a Zurigo, dove prossimamente andrà in esercizio il più lungo viadotto ferroviario della Svizzera che collegherà la nuova fermata sotterranea e la galleria sotto la città invece dell’invasivo progetto previsto a metà degli anni Novanta dalle FFS. L’ATA si oppose e sviluppò un progetto alternativo presentato nel 1998 tramite un’iniziativa popolare. Il Consiglio di Stato a maggioranza borghese sostenne la proposta rossoverde, si assicurò i finanziamenti (60% dalla Confederazione) e avviò il cantiere nel 2008: in dicembre la nuova linea passante da 1,5 miliardi di franchi sarà operativa. In Ticino dal 1995 ad oggi abbiamo solo cincischiato perfino dopo il referendum del 2008 contro la Variante 95: nella discussione in Gran Consiglio sul credito per la progettazione di un nuovo tracciato si videro i colpi di coda di chi non voleva accettare il responso popolare. Non era bastato quanto fatto in altri cantoni, dove diversi tratti di strade nazionali sono stati modificati sostanzialmente per rapporto ai tracciati originali. Ad esempio la N1 Yverdon-Payerne, che doveva costeggiare il lago in un’area di alto valore paesaggistico e naturalistico (riserva Grande Cariçaie), è stata spostata su un corridoio meno delicato, a costi miliardari e con 25 anni di ritardo, oppure la N5 interrata sulla piana dell’Aare a Grenchen. Eppure già prima in Ticino uno degli ultimi tratti della N1 fu spostato, con ingenti sovracosti, dall’altra sponda della valle per evitare uno scempio sopra Faido dove era previsto il tracciato.

Finalmente con la decisione di scegliere la variante in galleria Berna richiama Cantone e Comuni ad una maggior cura del paesaggio (galleria sempre scartata, quasi si fosse all’oscuro di come si agiva oltre Gottardo). L’importante era realizzare un’autostrada possibilmente a quattro corsie, senza riguardo né per il piano, né del traffico generato e relative nuove colonne a Mappo, visto che la galleria è e rimane a due corsie ed è già ora in saturazione. Risolto il problema del tracciato, rimane l’incognita del finanziamento, che intanto non c’è e non sarà per domani. E qui casca l’asino: vogliamo davvero spendere diversi miliardi per il raddoppio del San Gottardo, che ci trasformerà definitivamente in una camionale europea (anche via Locarno-Fondotoce quando la A2 sarà intasata/bloccata dal Ceneri a Chiasso), oppure non sarebbe più efficiente e intelligente investire quei soldi per avere il collegamento A2-A13 in galleria in tempi utili?