Bellinzona promossa, Ps bocciato

di Alessandro Robertini, presidente del PS del Bellinzonese

Il recente fine settimana elettorale aveva una doppia valenza per il Bellinzonese.

Da una parte l’aggregazione che anche, ma evidentemente non solo, grazie al carismatico sindaco Branda ha ottenuto l’auspicato successo pur con l’assenza, d’altronde largamente prevista, di S. Antonino, Arbedo-Castione e Lumino e a sorpresa di Cadenazzo, dove il fatto di rimanere geograficamente separati a seguito dello scontato No di S. Antonino ha probabilmente giocato un ruolo fondamentale. La contiguità geografica dei 13 comuni rimanenti permetterà senza ombra di dubbio di far procedere il progetto in modo celere, dando in futuro la possibilità di un ripensamento anche a chi per ora si è chiamato fuori, e che, come già affermato dal Direttore delle Istituzioni, non verrà aggregato in modo coatto. Il primo passo è dunque stato fatto. Si tratta ora di tradurre in pratica quanto promesso e auspicato, affinché il Bellinzonese possa finalmente colmare quel gap socio-economico verso il sud del cantone e il resto della Confederazione. D’altra parte la nuova cocente sconfitta del partito socialista a livello cantonale che puntava alla riconquista del seggio al Nazionale perso quattro anni fa, non può certo far fare salti di gioia. In controtendenza con il resto del cantone, nonostante il clima politico globale, a Bellinzona e dintorni, tenendo conto delle varie congiunzioni d’area, la sinistra ha peraltro mantenuto le posizioni di quattro anni fa anche grazie ad un sindaco che sa il fatto suo. Se da una parte nel Bellinzonese la sinistra sta dimostrando di esserci e di saper collaborare con le altre forze politiche, a livello cantonale c’è e ci sarà molto da lavorare. Innanzi tutto sulle strategie politiche del partito che dipenderanno in gran parte da chi sarà prescelto alla futura presidenza. In secondo luogo, ma non meno importante, sulle modalità di composizione delle liste dimostratesi ampiamente fallimentari. La candidatura di Raoul Ghisletta ha mostrato in pieno tutte le carenze da me sollevate alla riunione di Comitato cantonale per la designazione delle liste, di cui come presidente regionale faccio parte. Il candidato che avrebbe dovuto favorire la riconquista del seggio ha ottenuto cinquecento voti in meno rispetto al partito stesso. Considerato che, secondo i dati di panachage, Ghisletta ha ricevuto 8’417 voti da schede di partito invariate ed è stato doppiato su 3’295 schede pure di partito, se ne evince che ben 5’159 elettori socialisti, ossia circa un terzo delle 16’871 schede ricevute dal partito, ha stralciato il nostro dalla lista. Per un candidato che avrebbe dovuto favorire la rinascita del Partito socialista in quel di Berna è tutto dire. Significativa pure la presenza dello stesso Ghisletta a commentare i risultati presso gli studi Rsi domenica in prima serata. Non sarebbe stato più corretto far presenziare Bruno Storni, che in caso di dimissioni subentrerebbe a Marina Carobbio? Avanti così che pian pianino ci annienteremo da soli senza disturbo.