La montanara ohé…

di Igor Righini, candidato al Consiglio nazionale

Tra un progetto e l’altro il tempo è passato. Oggi a quasi cinquant’anni, oltre ad aver acquisito peso, pancia e barba brizzolata, ho anche una certa esperienza. Leggendo l’articolo sulla ‘Regione’ di giovedì 8 ottobre 2015 intitolato “AlpTransit svuoterà le Tre Valli” mi è venuta voglia di dire la mia. Il Signor Raffaele De Rosa, direttore dell’Ente regionale per lo sviluppo Bellinzonese e Valli, coattore dello studio intitolato “Scenario tendenziale Asse Gottardo” rileva come “chi sperava che l’arrivo di AT portasse benefici a tutti, anche alle Tre Valli, deve ricredersi”, aggiungendo che “se non ci sarà un aggancio diretto con la linea ad alta velocità – dunque con una fermata diretta AT a Biasca – per l’Alto Ticino ci saranno solo perdite”.

L’economia di Valle, come l’acqua di un ruscello in piena, scende inesorabile verso il piano. Non è di certo AlpTransit a svuotare le Valli; piuttosto questa importante opera per lo sviluppo del Ticino ci fa la scortesia di non riempirle. Da noi il lavoro scarseggia da tanti anni. Ho visto chiudere la Monteforno, l’aeroporto militare di Ambrì, i ristoranti e gli hotel lungo la cantonale della Leventina. Ho visto gli arsenali trasformati in saltuari parchi per le feste. Sono sparite le piccole aziende agricole; non tutte per fortuna. Intanto che l’esodo dell’economia e della gente verso le città si consumava, ho assistito alla battaglia per l’assegnazione delle nuove stazioni AlpTransit del Cantone Ticino. La logica voleva una stazione unica centrale a Sant’Antonino ed una secondaria a Biasca, vicina al portale. Infine non si è costruito nulla e le Ffs poco tempo fa hanno optato per una soluzione “passeggera” ma significativa: ristrutturare le stazioni di Bellinzona e Lugano. A Biasca, fatto salvo il vecchio tracciato, si impianta un Centro di pronto intervento, ma poi i treni internazionali non si fermeranno mai perché la stazione è troppo corta e fuori tracciato.

Interesserà poi alla Regione Tre Valli una nuova stazione per il traffico passeggeri? Cosa potrà mai farsene il parco dell’Adula o il centro nordico di Campra di una fermata internazionale sulla porta di casa? Noi “vallerani” in fondo siamo brava gente. Capiamo e digeriamo tutto. Da trent’anni mandiamo giù il traffico transeuropeo di ferrovia e autostrada, sacrifichiamo terreno agricolo pregiato al beneficio degli interessi cantonali e federali. Forse riceveremo col sorriso il raddoppio del Gottardo, i posteggi per gli autotreni all’ex piazzale Monteforno di Bodio-Giornico, eventuali rampe di accesso a Biasca per caricare su ferrovia gli automezzi pesanti. Sì certo sarebbe preferibile farle a Chiasso in modo da sgravare tutto il Ticino dal traffico pesante ma cosa volete, il sacrificio è diventato il nostro miglior mestiere.

E gli indotti di quest’opera dove vanno? Lo studio è inequivocabile. La ricaduta avverrà sui poli. Da noi si vanga e si concima la terra e le patate toccano ai centri. Bellinzona, Chiasso, Lugano, Locarno con il Mendrisiotto a piangere con noi per un paesaggio rurale di prestigio massacrato e venduto all’industria. Valori che si credevano intramontabili spazzati via dalle ruspe per il bene della crescita economica. Quando le filosofie del libero imprendere progettano lo sviluppo del territorio i risultati sono lì da vedere.

Intanto che il Ticino funziona e cresce le Tre Valli arretrano e si spopolano. Così invocheremo i contributi di livellamento e torneremo in compensazione a mendicare carità ai Sindaci delle città. Certo talvolta qualche cavaliere d’industria penserà a noi. Magari un’azienda di rose, oppure una fattoria di frutti tropicali e storione del Baltico bagnati nell’acqua calda del nuovo “buco del Gottardo”. Dai di che ti lamenti architetto, ci fanno una pista di ghiaccio tutta nuova, forse l’ateneo dell’Hockey! Così ci troveremo tutti “là su per le montagne, fra boschi e valli d’or…” uniti in uno spirito fraterno a intonare “La montanara ohé”. Finita la partita, a nome di tutta la gente di montagna, rivolto uno sguardo agli amici della città che scivolano giù veloci per la Valle verso casa, dalla curva degli irriducibili si alza un grido di battaglia. Rispetto!