Da molti a uno

di Pelin Kandemir Bordoli, capogruppo in Gran Consiglio

“Le forze riunite di questi enti farebbero la fortuna avvenire e l’utile di tutto il Paese”. Correva l’anno 1906 e queste parole erano contenute nel Rapporto della Commissione d’esame del progetto di Legge sulla costituzione di nuovi Comuni, ovviamente aggregati. Nel Sottoceneri hanno capito da tempo che l’unione fa la forza. Molto meno lo hanno capito nel Sopraceneri dove proprio quattro anni fa la grande Locarno ha subìto una battuta di arresto, soprattutto per – lasciatemelo dire – piccole ripicche e gelosie locali, specie fra Locarno e i suoi due comuni limitrofi Muralto e Minusio. Oggi tocca al Bellinzonese e ai suoi 17 Comuni che potrebbero dar vita a una città di oltre 50mila abitanti, con un peso politico nettamente superiore a quello frammentato delle sue attuali unità territoriali.

Il motto degli Stati Uniti d’America insegna: e pluribus unum, da molti, uno. Risale all’integrazione delle tredici colonie indipendenti che dettero vita agli odierni Usa; e siamo nel 1776. Oggi viviamo un forte squilibrio fra Sotto e Sopraceneri, due regioni che procedono a velocità diverse. Ma non possiamo solo lamentarci di questa situazione della quale siamo anche responsabili.

L’opportunità offerta dal voto bellinzonese del 18 ottobre è perciò unica e va colta senza esitazioni. Si tratta anche di riequilibrare l’assetto sociale, politico ed economico del nostro Cantone.

Dai 247 Comuni di una ventina di anni fa siamo scesi in Ticino a meno di 140, ma se pensiamo che cinque anni fa il seppur piccolo Cantone di Glarona ha ridotto il numero dei propri enti locali da 25 a 3, capiamo che di strada ne va fatta ancora per avere una struttura al tempo stesso efficace, efficiente, trasparente e democratica (non sono invece granché democratici e trasparenti i consorzi verso cui si ripiega per evitare di unire le forze).

Il nuovo Comune avrà oltre 50mila abitanti e questo ci fa capire che il suo peso crescerà non solo dal profilo demografico, ma soprattutto da quello politicoistituzionale. Ed è giusto che sia così per quella che è la capitale del Cantone! Sarà il necessario contrappeso all’evoluzione che ha favorito negli ultimi lustri Lugano e il Sottoceneri con i quali non si vuole certo entrare in competizione e men che meno in conflitto, ma verso i quali si chiede un riequilibrio nelle scelte economiche e politiche del Cantone.