Contrastare il PAL2 per cambiare!

di Roberto Martinotti, segretario del PS di Lugano

Sono un automobilista facilmente preda di incomprensione nei confronti di chi crea imbottigliamenti e code chilometriche sulle nostre strade. Ma mi accaloro anche quando pianificatori modernisti vorrebbero farci credere nelle loro ipotesi di miglioramento del traffico, contenute nel nuovo Piano dell’agglomerato del Luganese 2 (PAL2), che passano ancora attraverso il concetto “aumentiamo le strade che poi il traffico si diluisce”. Assurda ipotesi alla quale poche persone ancora credono.

Se poi, oltre ai concetti sconfessati dall’evidenza dei fatti, i costi per la realizzazione dei progetti preventivati nel PAL 2 dissanguano a tre riprese il cittadino del luganese qualche cosa non torna. Sì, perché il cittadino contribuente della grande Lugano pagherebbe la scelleratezza del PAL 2 attraverso le imposte comunali, attraverso le imposte cantonali e anche attraverso quelle federali.

È giunto quindi il momento di dire basta per poter valutare attentamente dove si vogliono investire i pochi soldi rimasti all’ente pubblico. Vogliamo investire in inutili rotonde, che assomigliano sempre più a isole tropicali, oppure nel miglioramento dei mezzi pubblici? Chiaramente dobbiamo aumentare le corse dei mezzi pubblici e farli arrivare nelle zone periferiche, per dare al cittadino un’alternativa intelligente all’uso costante dell’auto privata.

Abito nella frazione di Carona, da poco aggregata con Lugano. Credo oggi come ieri nell’aggregazione avvenuta pochi anni fa, ma attendo ancora il miglioramento dei trasporti pubblici, che darebbero a me come a tanti cittadini della frazione un’alternativa valida e intelligente al mezzo privato. Il PAL 2, con la sua pianificazione non tocca la periferia, non prevede un concetto di miglioramento attraverso i mezzi pubblici.

Mi capita spesso di recarmi Oltralpe e lì ho l’occasione di rendermi contro di come molti cittadini svizzeri non abbiano bisogno neppure di acquistare un’automobile. Il mezzo pubblico serve in modo capillare, puntuale e mirato l’esigenza di mobilità dei cittadini, rendendo inutili i mezzi privati. Malgrado la conformazione del territorio sia diversa, io credo che la diminuzione dell’uso sistematico dell’automobile sia possibile anche da noi.

Riprogettiamo il territorio, usciamo dagli schemi, togliamo il nostro territorio dallo smog creato da interminabili code, intasamenti e imbottigliamenti!

Io spero infine che i cittadini di Lugano possano esprimersi in merito al PAL 2 il prossimo 13 dicembre e che il Governo cantonale respinga il ricorso della Lega dei Ticinesi, che vorrebbe annullare la votazione chiesta da 3’300 firmatari del referendum. Qualcuno in Via Monte Boglia ha paura del giudizio popolare!