Competenza, passione, coerenza

Intervista pubblicata sul numero di settembre-novembre 2015
su “Ticino Management Donna”
a Marina Carobbio Guscetti, candidata al Consiglio nazionale

Una veterana della politica è Marina Carobbio Guscetti, candidata al Consiglio Nazionale per il PS, che siede in Consiglio nazionale dal 2007, membro della Commissione delle Finanze, della Delegazione delle Finanze e della Commissione della Sicurezza Sociale e Sanità. Quest’anno presiede la Deputazione ticinese alle camere federali. Classe 1966, è medico, e da sempre sensibile alla politica della parità e attenta ai risvolti sociali e alle conseguenze della politica sulla salute. Vicepresidente del Partito socialista svizzero, membro del Coordinamento delle donne della sinistra, Copresidente di Amca (Aiuto medico al Centro America), presidente dell’Associazione svizzera degli inquilini e della Coordinazione svizzera contro le dipendenze nonché vicepresidente dell’Iniziativa delle Alpi. «Sono in Consiglio nazionale da otto anni e mi sono occupata di diversi progetti che vorrei poter continuare a seguire, come il rafforzamento delle imprese sociali quale strumento per l’inserimento nel mondo del lavoro di persone che spesso vi sono ai margini, la parità salariale e una maggiore presenza delle donne nel mondo del lavoro e ai vertici delle aziende pubbliche e private. Sono a disposizione per un nuovo mandato per poter continuare il mio impegno a favore di una società più giusta, libera e democratica».

Sui temi che le stanno più a cuore, ovviamente soprattutto quelli sociali, Marina Carobbio entra subito in dettaglio. «Nella mia attività politica in parlamento e con le associazioni di cui faccio parte, mi batto per diminuire i costi per l’alloggio e per i premi delle casse malati, principali spese per le economie domestiche. Contemporaneamente, sono attiva a difesa del territorio in cui viviamo. Il tema del lavoro, con particolare attenzione alle donne, è al centro della mia azione politica. Oltre a un rafforzamento delle misure per contrastare il dumping salariale, come la creazione di un fondo per favorire la formazione e l’occupazione nelle zone più a rischio, ho proposto delle misure per regolamentare il lavoro su chiamata e interinale. Il 2,1% delle persone attive svolge un lavoro temporaneo e il fenomeno, che tocca molte donne, è diffuso soprattutto nelle regioni di frontiera, dove negli ultimi dieci anni si è avuto l’aumento più marcato».

Sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici, ma anche all’impresa. «Il 30% delle imprese in Svizzera, per lo più PMI, sono condotte da donne. Ritengo che si debba sostenere maggiormente un’imprenditoria locale, per esempio facilitando l’accesso al credito per le donne che vogliono iniziare un’attività lavorativa coniugando famiglia e lavoro». Per migliorare l’accesso delle donne al mondo del lavoro bisogna, secondo Carobbio «oltre ad introdurre il congedo parentale e ad incrementare le strutture di accoglienza per bambini e mense, favorire anche percorsi di riqualifica professionale per chi vuole ricominciare a lavorare anche a tempo parziale, e il job-sharing. Un tema che mi sta particolarmente a cuore, anche perché sono membro della commissione delle finanze, è quello del bilancio di genere applicato ai conti pubblici. Un sistema già introdotto in alcune amministrazioni pubbliche e che mostra come le entrate e le uscite dello Stato non siano neutrali in termini di genere e come si possono accrescere le politiche per le pari opportunità».