Meno tralicci e più batterie?

di Bruno Storni, candidato al Consiglio nazionale

Il settore energetico, quello elettrico in particolare sta attraversando un periodo di forti cambiamenti dovuti da una parte ai sempre più rapidi sviluppi tecnologici in materia di produzione ma anche di consumi e dell’altra a modifiche delle condizioni quadro dovute alla liberalizzazione del mercato ma anche alle nuove strategie energetiche legate alla politica ambientale e del clima.

Lo scorso 30 aprile Swissgrid ha pubblicato “Rete strategica 2025” il nuovo rapporto sullo sviluppo della rete alta tensione svizzera che prevede un forte ridimensionamento della capacità di trasporto e degli investimenti previsti nel piano del 2009 approvato dal Consiglio Federale e attualmente in vigore.

Sempre il 30 aprile Elon Musk ha presentato “Powerwall” il nuovo prodotto Tesla, non un’auto elettrica ma una moderna batteria per accumulare energia elettrica nelle abitazioni.

In fondo Tesla conferma Swissgrid, in futuro avremo meno trasporto ma più produzione decentralizzata di energia, il tutto con stoccaggio in loco. Quanto diceva chi contestava i piani di sviluppo della rete Swissgrid.

La liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica ha richiesto una netta divisione contabile tra trasporto e commercio, suddivisione che ha comportato la creazione di una società nazionale, Swissgrid, la quale ha rilevato tutti gli elettrodotti delle numerose società elettriche del Paese. Ebbene con tutta la rete gestita da un’unica società, si è arrivati al ridimensionamento del fabbisogno di trasporto che precedentemente era stato calcolato sommando i piani di potenziamento e nuovi elettrodotti delle singole società, da Alpiq a AXPO a AET, ecc. le quali operando in concorrenza erano votate ad aumentare l’offerta per ovvi motivi commerciali, ma anche perché erano rimaste ferme al modello centralizzato produttore-consumatori e poco aperte alla produzione distribuita.

Notevole ridimensionamento elettrodotti

Il ridimensionamento è notevole, l’investimento previsto scende da 4 a 2,5 miliardi Fr e conferma quanto si diceva che in fondo la rete in Svizzera trasporta già più del doppio del fabbisogno nazionale e che la nuova produzione rinnovabile decentralizzata avrebbe ridotto la domanda di trasporto. Concretamente con il nuovo piano si prevede di potenziare ed ammodernare solo 280 km di elettrodotti invece dei 1000 km previsti nel piano precedente, quanto a nuove linee si scende da 300 a 245 km. Un bel risparmio !

Dal macro degli elettrodotti passiamo al micro dei consumatori finali dove nei prossimi anni vedremo aumentare in numero gli impianti fotovoltaici sui tetti con conseguente contrazione degli acquisti di elettricità al distributore.

Da qualche anno si assiste ad una costante crescita del fotovoltaico la cui produzione presenta un picco a mezzogiorno che contribuisce a coprire il fabbisogno di punta della rete, il legislatore dall’obbligo alla immissione in rete ha virato verso l’obbligo dell’autoconsumo. In molti casi la curva di produzione giornaliera non corrisponde a quella dei consumi degli autoproduttori che denotano sempre di più un picco alla mattina e in serata ma calma piatta a mezzogiorno perché non si rientra a pranzo.

Autoconsumo autostoccaggio

L’opzione auto stoccaggio già da tempo ipotizzata come elemento di regolazione della rete e promossa attivamente ad esempio in Germania, potrà diventare la norma per molti autoproduttori, l’operazione Tesla che offre una batteria moderna da 10 kWh per 3500 Fr punta a questo mercato.

La tendenza all’autoproduzione con stoccaggio in casa è considerata anche in uno studio UBS dello scorso anno che prevede una riduzione dei costi della batterie del 50% entro il 2020 con conseguente importante diffusione dell’autostoccaggio e problemi per i distributori che vedranno diminuire le vendite d’energia.

Batterie sempre più convenienti

Proprio per diminuire gli ancor elevati costi delle batterie, dovuti in buona parte ai processi produttivi, e di conseguenza incrementare le vendite di vetture elettriche, Tesla ha in costruzione una “gigafactory” in Nevada dove 6500 collaboratori produrranno in larga scala annualmente un volume di 35 GWh di moderne batterie a ioni di litio, più del totale prodotto a livello globale nel 2013. Le esigenze delle mobilità elettrica stanno generando prodotti anche per lo stazionario. Vedremo se la Gigafactory 1 Tesla creerà i medesimi effetti delle megafabbriche fabbriche di celle fotovoltaiche sorte nell’ultimo decennio in Cina, dal 2008 diventata la più importante produttrice di celle del mondo facendo scendere rapidamente e notevolmente i prezzi, innescando il forte sviluppo del fotovoltaico in Europa e il fallimento di molti concorrenti in Europa e negli USA.

Ogni regione del mondo dispone di fonti di energia elettrica diverse e implementerà l’approvvigionamento elettrico del futuro secondo le proprie caratteristiche. La Svizzera e il Ticino dispongono storicamente di importanti accumulatori idroelettrici e altri, di grandissime dimensioni (Giga), in costruzione, la cui redditività in questi anni è sotto pressione, difficile prevedere quanta concorrenza le batterie Tesla o simili genereranno ai nostri impianti. Il cambiamento di strategia di Swissgrid, ma anche la cessione anticipata di 10 anni da parte di Alpiq dell’impianto idroelettrico del Lucendro ad AET dimostrano quanto è cambiato il mercato elettrico nell’arco di poco più di un lustro, non è da escludere che in futuro vedremo meno tralicci e più batterie.