Investire di più nella formazione

di Raoul Ghisletta, candidato al Consiglio nazionale

Si è parlato poco di formazione in questa campagna per le elezioni federali. Eppure la Confederazione regolamenta tutto il settore dell’apprendistato, delle scuole professionali. Berna ha pure un peso importante nel settore universitario e della ricerca. Ed ha pure in mano la gestione dell’assicurazione disoccupazione, che è stata purtroppo peggiorata notevolmente in questi ultimi anni dalla destra per motivi finanziari, in realtà molto miopi.

Per rafforzare le qualifiche della popolazione residente in Ticino è molto importante rivendicare un maggior impegno della Confederazione in questi ambiti. Occorre soprattutto favorire la riqualificazione professionale dei disoccupati e delle persone in assistenza. I deputati che andranno a Berna devono chiedere maggiori misure in questo ambito da parte della Confederazione, se vogliamo riassorbire la disoccupazione (ufficiale e nascosta) che esiste in questo Cantone e che sta creando un malessere sociale inaudito. È giusto congelare la libera circolazione dei lavoratori per permettere l’assunzione dei disoccupati locali, ma occorre anche preoccuparsi delle loro qualifiche e del loro perfezionamento professionale, oltre che garantire ovviamente salari adeguati per vivere in Svizzera e bloccare il fenomeno dilagante del dumping salariale e dello sfruttamento lavorativo. Noi vogliamo investire di più nella formazione anche a livello cantonale e comunale. È assolutamente necessario. Lo si desume dal confronto intercantonale effettuato dall’Istituto IDHEAP di Losanna: la spesa per abitante in Ticino ammonta a 3.025 franchi rispetto ai 3.549 del valore medio intercantonale, ossia –15%, e questo già tenendo conto del differenziale salariale per il personale docente (–4%). Specificatamente nella scuola dell’obbligo lo scarto nella spesa pro capite è di 386 franchi. Per quanto riguarda la spesa per allievo il Ticino è sotto la media sia per la scuola elementare, sia per la scuola media. Purtroppo l’anno scorso PPD, Lega e PLRT hanno causato la bocciatura per pochi voti dell’iniziativa popolare «Aiutiamo le scuole comunali», che avrebbe anche risolto il problema delle mense e dei doposcuola in tutti i Comuni. L’occasione per investire nella scuola dell’obbligo sarà data dall’imminente votazione per la nostra iniziativa popolare a favore del rafforzamento della scuola media, che andrà in votazione prossimamente. La battaglia per il miglioramento della scuola dell’obbligo e dei servizi extrascolastici riprenderà tra breve. Il successo della Svizzera si fonda sulla qualità della formazione dei suoi giovani. La concorrenza internazionale diventa sempre più agguerrita e il nostro Paese deve essere cosciente dell’importanza di investire nella formazione dei giovani e nella riqualifica dei disoccupati: non bastano le promesse preelettorali e le soluzioni semplicistiche, occorrono fatti.