Città più grande? Sì, certamente!

di Manuele Bertoli, consigliere di Stato

Il 18 ottobre i cittadini del Bellinzonese si esprimeranno sul grande progetto di aggregazione. Sono sempre stato fautore di questi processi, soprattutto nelle zone urbane del cantone, dove è tempo di creare alcuni grandi poli comunali di dimensione adeguata ai compiti di una città svizzera, finanziariamente robusti, veri partner per il Cantone nella suddivisione di competenze ed oneri. E il progetto di nuova Bellinzona si iscrive a pieno titolo in questa visione moderna dell’organizzazione politica del Ticino.

Una città può avere ambizioni legate al proprio territorio difficilmente pensabili per piccoli villaggi o per borghi di dimensioni più o meno grandi. In termini di investimenti, di servizi di prossimità, di coltivazione di ambizioni economiche o di vocazioni particolari. Essere più grandi non significa dimenticare le specificità delle varie parti del territorio, ma poterle sostenere in un quadro complessivo più armonico e meno burocratico.

Il Cantone ha bisogno di poli forti, quali partner indispensabili per un lavoro comune di qualità. Lugano lo è senz’altro, Bellinzona lo sarà se i cittadini daranno il loro nulla osta, nel Mendrisiotto si sono fatti passi avanti a Mendrisio ma il distretto rimane diviso, nel Locarnese siamo al palo. Per questo il voto bellinzonese concerne prima di tutto i cittadini di quel distretto, ma indirettamente è un voto importante anche per l’intero cantone. Da cittadino ticinese nato e cresciuto nel Mendrisiotto, abitante nel Locarnese, che ha lavorato e lavora anche nel Luganese e nel Bellinzonese e che ha un legame affettivo con le valli del nostro cantone mi piacerebbe che i bellinzonesi guardassero alla loro scelta anche da un profilo più cantonale, perché la loro decisione avrà in qualche modo anche un impatto su tutti noi.