Ma quale libertà?

di Lydia Joray, candidata della GISO al Consiglio nazionale

Siamo nel bel mezzo della campagna elettorale e ogni candidato o partito mira a mostrarsi dal suo lato migliore, affermando ciò che la popolazione desidera sentire. Con quale concetto si possono guadagnare più voti essendo un punto ritenuto importante da tutti? La libertà. Ovviamente tutti sono a favore di quest‘ultima, nessuno può dirsi contrario. Ecco che spuntano quindi come funghi manifesti enormi in cui tutti diventano magicamente paladini della libertà.

Mi sorgono però alcuni dubbi: a quale libertà si fa riferimento? Vedo i partiti e penso alla politica che portano avanti. Nel voler tagliare i fondi per gli aiuti sociali non vedo briciole di libertà, anzi, più un limite per chi necessita questi aiuti. Nelle affermazioni sul voler costruire muri e chiudere le frontiere non vedo briciole di libertà, anzi, si limita semplicemente la mobilità delle persone. Nel vietare la dissimulazione del viso non vedo briciole di verità, anzi, si compromette la libertà di ogni individuo. Mi chiedo allora, sono cieca? No, esiste infatti una libertà per la quale questi partiti sono sicuramente a favore: la liberalizzazione del mercato. Un aumento di libertà però fittizio, poiché solo a beneficio di alcuni imprenditori e non della maggior parte della popolazione, un aumento quindi per pochi a scapito di molti. Sono chiare ora le ragioni per cui è meglio non entrare in merito al tipo di libertà che si vuole sostenere, si rischierebbe di perdere molti voti. Molto meglio quindi mantenere uno slogan facile e che piace a tutti, ma che in realtà dice tutto e niente. Stando agli slogan dovrei anch‘io essere una fervente sostenitrice per esempio dell‘UDC, d‘altronde chi non vuole “rimanere libero”? Per fortuna sono però cosciente che non attribuiamo esattamente lo stesso significato alla parola “libertà”. Onde evitare delusioni nei prossimi quattro anni, vi invito caldamente a fare una ricerca e analisi del proprio significato del concetto di libertà e di quello degli altri.