C’è bisogno di giustizia sociale

di Anna Biscossa

C’è un gran bisogno di giustizia sociale in Ticino. Ma di vera giustizia sociale, non di quella sparata sui giornali o nei dibattiti ma che si traduce poi, nella realtà e soprattutto nella quotidianità di molte persone, in un briciolo di odio, parecchia paura degli altri e soprattutto in un pugno di mosche di fronte ai propri bisogni.

C’è bisogno di quella giustizia sociale capace di far pagare un salario degno di questo nome per il lavoro svolto, di garantire un posto di lavoro duraturo e stabile nel tempo, di riconoscere i diritti e la dignità delle persone sul posto di lavoro e più in generale nella vita, di permettere a tutti di non dover far capo all’assistenza, tra vergogna e patimenti, nonostante si lavori tutta la giornata.

C’è bisogno che i propri figli possano portare a termine la loro formazione, ognuno secondo le proprie capacità e possibilità, con i sostegni formativi, finanziari e sociali necessari perché questo possa avvenire. Perché dare una professione oggi ad un giovane vuol dire dargli la possibilità di camminare domani con le proprie gambe e a testa alta. C’è bisogno di garantire agli anziani una vecchiaia serena e protetta, dalla povertà, dalla solitudine, dalla fatica di arrivare alla fine del mese, dalla paura di restare senza un tetto sopra la testa, dalla malattia.

C’è bisogno che il nostro martoriato territorio ferito possa essere riprogettato ed essere quindi riconquistato e rioccupato in modo intelligente e rispettoso da tutte le attività dell’uomo. Senza mettere in secondo piano la natura, l’agricoltura, i luoghi per il tempo libero, la salute dell’ambiente. Basta quindi con gli assurdi sprechi che vedono sparire il territorio per la nascita di aziende che restano sulla nostra terra gli anni dell’esenzione di imposta concessa per le nuove aziende, giusto il tempo per pagare salari da fame, generare una marea di traffico, riempire le saccocce di alcuni, per poi sparire nel nulla.

C’è bisogno di un’economia che torni a produrre nel territorio e con il territorio, che sia parte della struttura sociale, oltre che economica, di questo Paese. Di una economia fatta di competenza, innovazione, creatività, responsabilità e serietà, non d’improvvisazione e furbizia. C’è bisogno, anzi una fame sconsiderata, di progettualità, di visioni, di immaginazione e di lavoro di prospettiva.

E potrei continuare ancora a lungo ad elencare i bisogni, tanti e urgenti, del nostro Ticino. E paradossalmente analoghe considerazioni, magari con toni un po’ diversi, le potreste probabilmente trovare nei programmi di alcuni partiti politici in corsa per le nazionali, tanto da poter arrivare a dire: allora è la solita aria fritta!

Ma, in modo un po’ immodesto, credo di potervi offrire una piccola ma fondamentale differenza tra quanto proposto da noi socialisti e dai nostri alleati rispetto a quanto affermato dagli altri partiti. E questa differenza è proprio quella giustizia sociale con cui ho esordito in questo intervento, quel difendere e dare valore ai diritti e alla dignità di tutto ciò che ci circonda, dalle persone, di qualsiasi età esse siano e in qualsiasi situazione si trovino, al territorio, in tutte le sue forme, al lavoro, all’economia, alla formazione ecc. ecc.

E se vi prendete la briga di indossare per un attimo gli occhiali della giustizia sociale, beh, allora la differenza di prospettiva diventerà anche per voi molto evidente. Perché un conto è parlare di economia e lavoro (per fare solo un esempio) pensando prioritariamente o quasi esclusivamente al profitto che se ne può trarre e un conto è parlare di economia e lavoro ritenendo irrinunciabile garantire, sempre e in modo prioritario, diritti e dignità a tutti i partner coinvolti.

Non è quindi più, permettetemi, aria fritta. Sono programmi d’azione, concreti e reali e in cui si dichiarano con chiarezza le scelte di fondo, scelte di fondo su cui si può essere certamente anche in totale disaccordo, intendiamoci!

Ma se si è d’accordo, allora è davvero molto importante, per rendere possibili e reali questi programmi d’azione, che la sinistra possa rafforzare la propria rappresentanza a Berna grazie ad un sostegno e a un voto convinto.

Perché in cambio la sinistra può darvi una garanzia: quella di non togliersi mai dal naso gli occhiali della giustizia sociale, lottando per i bisogni, le aspirazioni, i sogni di tutte le cittadine e i cittadini, senza dimenticare di dover sempre rappresentare anche i più deboli, coloro cioè che nessuno si prende la briga di rappresentare perché non hanno né potere, né soldi, né lobby a loro difesa.

Per questo è molto importante per questo nostro Paese di confine in molti sensi, avere una sinistra forte. E per questo è importantissimo rafforzare i socialisti e i loro alleati a Berna con un voto convinto, partecipato e motivato.

Solo con questo voto si può infatti pensare di garantire un po’ più di giustizia sociale a questo nostro Ticino.