Semisvincolo, Tre Valli, aggregazione

di Aldo Matthey

Come noto, il Tribunale federale di Losanna ha respinto recentemente l’ultimo ricorso (terzo della serie), riguardo al rifacimento della votazione referendaria del 23.9.2012, accettando le motivazioni del Tram. In particolare, chi è a conoscenza di procedure non conformi alla legge in materia, deve ricorrere subito all’autorità segnalando il caso e non aspettare i risultati della votazione.

Tutto sommato ci è andata ancora bene. Abbiamo perso solo (si fa per dire) 3 anni, meno di quanto è costato all’Irb, pure contrastato da una lunga serie di ricorsi. Per quanto concerne le Tre Valli, ricordo che l’apporto dei suoi voti (+1’000 a favore dell’opera), è stato decisivo a fare approvare il progetto, accettato dal popolo con 42’206 sì e 40’810 no. Comuni come Airolo, Faido, Blenio e Acquarossa, con percentuali tra il 60 e il 70% di sì, hanno permesso questo esito. Si tratta di un voto di solidarietà verso la capitale. Non saremo mai abbastanza riconoscenti per questo sostegno decisivo. Per contro, il voto della città di Bellinzona che dice sì con uno scarto di appena 267 voti (2’658 sì, 2’397 no), lascia perplessi e delusi. L’opera, approvata da tutti i livelli politici e dalla Commissione regionale dei trasporti e ritenuta dagli esperti in materia “fondamentale per la strategia intermodale di mobilità” e determinante per lo sviluppo economico della città (per esempio il previsto ospedale cantonale ai Saleggi è impensabile senza l’allacciamento diretto all’autostrada), non piace ai bellinzonesi. Come mai? Motivi ambientali ed ecologici? Ne dubito fortemente. Il voto, per quartieri, del 1997 riguardo al medesimo oggetto, permise di constatare che la collina votò contro, mentre il centrosud a favore. La stessa cosa è avvenuta questa volta, ma sono passati 15 anni e fra poche settimane voteremo per l’aggregazione della Nuova Bellinzona.

I localismi e quartierismi hanno deciso il voto del settembre 2012 riguardo a un’opera di valenza e importanza regionali. Difendere, amare il proprio quartiere, le feste e le tradizioni locali è più che legittimo. Questa forte identità locale può però a un certo punto cozzare con lo sviluppo economico della città e della regione, di cui si sente un gran bisogno. I parametri economici del distretto sono a tale riguardo eloquenti. Forza constatare che la votazione del 23.9.2012 sul semisvincolo non abbia permesso di chiarire gli indirizzi della città (interessi locali o regionali). Mi auguro che con la prossima votazione (a ottobre 2015) riguardo all’aggregazione, i bellinzonesi votino a favore dell’interesse regionale e quindi di tutti, senza paura di perdere la propria identità locale, che non è assolutamente messa in pericolo con la nuova Città. Tutti assieme contiamo di più.