Evasione fiscale e disperazione sociale

di Raoul Ghisletta, candidato al Gran Consiglio

Per migliaia di persone in disoccupazione, in assistenza o sottopagate, il 2015 non ha portato nulla di buono. Semmai ha mostrato ancora una volta che i benefici della liberalizzazione economica vanno ad una parte solamente della società e che i ceti medio-bassi stanno perdendo sempre più terreno, come ampiamente dimostrato dall’economista francese Piketty.

È chiaro che molti benestanti del mondo occidentale beneficiano del segreto bancario per evadere il fisco e concedersi un tenore di vita sfrenato e svergognato, che la massa vede unicamente nei film sui vip. Ora, l’evasione fiscale crea buchi enormi nei bilanci pubblici e nel sistema sociale: questo determina in seguito una pressione per ridurre i sostegni pubblici ai cittadini più deboli, ad es. per il pagamento dei costi della salute (in continua crescita) e per quanto riguarda le rendite di vecchiaia o di disoccupazione. Forse un giorno i leghisti capiranno che se l’evasione fiscale non esistesse in Italia, anche la concorrenza sul mercato del lavoro ticinese sarebbe nettamente più equilibrata e un maggior numero di residenti sarebbe impiegato e non graverebbe sull’ente pubblico.

La politica “sana” (non già quella corrotta dai miliardari) può combattere l’evasione fiscale in tutti i Paesi e fare in modo che i ricchi paghino le imposte dovute. Ma occorre avere il coraggio di abolire il segreto bancario come chiedono da decenni i socialisti. Non è un capriccio. Chi difende il segreto bancario non difende il ceto medio-basso, ma difende l’evasione fiscale miliardaria commessa dai ricchi e superricchi in tutti i Paesi del mondo. È vero che i ricchi e i superricchi lasciano cadere delle briciole sotto il tavolo, di cui i poveri si possono cibare. Ma, a parte il modo degradante in cui ciò avviene, i benestanti, evadendo il fisco tramite l’ingegneria messa a punto dai loro consulenti prezzolati, minano la rete sociale che sostiene i più deboli ed impediscono allo Stato di tutelare la popolazione, di proteggere l’ambiente, d’investire nella scuola, di consolidare le strutture sanitarie ecc. I socialisti non chiedono ai ricchi di lasciar cadere più briciole sotto il tavolo, come fanno altri partiti. I socialisti chiedono il rispetto della dignità delle persone e l’applicazione delle regole fiscali per tutti. Solamente un mondo più giusto potrà far fronte agli enormi problemi sociali ed ambientali, nonché agire sulle vere cause delle cosiddette nuove guerre “di religione”, che si alimentano della disperazione di centinaia di migliaia di persone sfruttate, emarginate e impoverite nel Terzo Mondo: una cosa che fa comodo a molti ignorare, soprattutto a quelli che fanno le crociate per il segreto bancario. Le elezioni democratiche, cantonali e federali, costituiscono un momento importante per decidere quali maggioranze politiche affronteranno i problemi di fondo.