È ora di ascoltare i quartieri

di Simona Buri, consigliera comunale a Lugano

Cosa si può fare per rendere tutti i quartieri parte integrante al 100% della città?

È una domanda che mi faccio da quando la grande Lugano è diventata grande: 21 quartieri sparsi su 76 chilometri quadrati di territorio con particolarità, necessità e abitudini diverse. Questa città potremmo paragonarla ad una mini Svizzera. Una nazione dove si sta bene e dove, non senza fatica, si riesce a portare avanti grandi progetti. Quindi perché non dovrebbe funzionare anche per la grande Lugano?

Dai dubbi successivi alla votazione per l’aggregazione si è passati alla rabbia per certe decisioni o non decisioni del Municipio, all’attuale frustrazione. Lugano ci ha voluti e i Comuni aggregati, a maggioranza talvolta risicata, hanno accettato di unirsi a questo grande progetto, che a distanza di due anni e mezzo non è ancora decollato seriamente.

All’inizio davo la colpa all’inerzia della grande macchina, insomma riorganizzare i servizi col personale e i vari uffici è un’operazione (ancora lontana dalla fine) che richiede molte energie. Poi si è visto che bene o male i grandi progetti si stavano avviando. L’unica cosa che sembra essere sempre in letargo è il contatto con i quartieri. Le commissioni dei nuovi quartieri sono state istituite dopo più di un anno dall’aggregazione e poi più niente. Anzi se interrogo i miei concittadini non sanno nemmeno chi faccia parte della loro commissione. E interrogando chi fa parte di queste commissioni non sanno quale sia il loro ruolo e cosa possono o non possano fare.

Tramite diversi atti parlamentari abbiamo cercato di dare la sveglia ed ecco che il Municipio dopo aver dormito per due inverni senza svegliarsi vuole farci credere che da tempo si sta occupando di questo tema. Ci dice che è stato incaricato un funzionario per vedere come queste commissioni funzionano in altre città svizzere. Quale risultato? La legislatura terminerà tra un anno ed allora il Municipio potenzia l’ufficio quartieri. Ingloba il servizio segnalazioni aggiungendo un altro collaboratore che sarà il coordinatore con un poliziotto che girerà personalmente nei vari quartieri. E visto che ormai la popolazione dei quartieri è particolarmente insoddisfatta ecco che il Municipio ha deciso di andare a parlare, ascoltare uno ad uno i quartieri.

Ho partecipato ad una delle due serate di incontro con la popolazione di un quartiere sinora svolte ed alla fine posso dire che da una parte ero contenta, perché, nonostante viviamo in una società sempre più individualista, ho sentito la forza di tanta gente che ha voglia di rendere vivo il luogo in cui vive e la sua comunità. Dall’altra parte ho provato sgomento: il Municipio dice di credere in questa grande Lugano e che tutti dobbiamo impegnarci per raggiungere questo obiettivo, ma poi quello che senti a pelle, a pancia, insomma il feeling non è quello e forse ho capito il perché. La popolazione vede le cose da un punto di vista più locale e poco globale, mentre il Municipio sta facendo un buon lavoro globale, ma non riesce ad entrare in sintonia con la popolazione, perché fa fatica a scendere a dimensioni più locali, magari oggettivamente meno importanti, ma per i cittadini visibilmente più rilevanti nel loro quotidiano.

Noi socialisti in questi due anni non abbiamo dormito e il tema dei quartieri è un tema che ci sta molto a cuore, perché se ogni goccia crea l’oceano, ognuno di noi è 1/70.000 di questa grande Lugano e si sa, se 70.000/70.000 sono felici e motivati, si può arrivare lontano e superare anche momenti di crisi come questo. L’apporto di tutti nel proprio piccolo fa la differenza.

Al momento si stanno raccogliendo le firme per la nostra petizione «È ora di ascoltare e valorizzare i quartieri». Invito a firmarla e a farla firmare.