Imposte: no, non tutti fan così

di Gina La Mantia, candidata al Gran Consiglio

«Un trattamento manifestamente di favore per chi ha sottratto le imposte al fisco e già beneficia dell’esenzione da pena, e non può essere quindi essere tollerato» recita la sentenza del Tribunale federale del 30 marzo sui ricorsi contro l’amnistia fiscale cantonale. «I ricorsi sono accolti. Di conseguenza, gli art.309e e 314e della legge tributaria del Cantone Ticino del 21 giugno 1994 sono annullati».

È con grande soddisfazione e fierezza che leggo questa sentenza. Per il Partito socialista la battaglia per arrivarci è stata lunga e non senza delusioni, ma oggi possiamo dire: è pienamente valsa la pena! Una stridente ingiustizia ha potuto essere evitata, perché nient’altro è quando si concede uno sconto del 70% (!) sulle imposte sottratte al fisco. Una corsia preferenziale per chi inganna lo Stato, una vergognosa sconfitta della politica di fronte al capitale in nero e un senso etico a due velocità: immaginatevi il ladro che ruba merce per 100 franchi in un negozio, e per tenersela, senza essere punito, gli viene chiesto unicamente di andare in polizia a pagare 30 franchi. Scommetto che anche per i più convinti fautori dell’infelice amnistia questo concetto, invece, sarebbe impensabile. Ma il paragone ci sta tutto. «Così fan tutti» era uno degli argomenti dei sostenitori, portaborse degli evasori fiscali più o meno consapevoli, facendo credere che nascondere il proprio gruzzolo al fisco sarebbe uno sport praticato in massa dagli svizzeri. Ma non è vero: non tutti fan così, la stragrande maggioranza della popolazione svizzera paga annualmente le imposte senza alcuno sconto, perché sono persone oneste e anche perché hanno una busta paga con una dichiarazione salariale che lascia ben poco spazio per sgarrare. L’evasione fiscale è uno sport praticato da pochi privilegiati, ed è unicamente a loro che serviva questa amnistia cantonale. E ora guardiamo avanti. Oggi sappiamo anche con certezza che invocare la necessità dell’ormai defunta amnistia fiscale per poter creare un «fondo per l’occupazione» è stato pretestuoso. L’autodenuncia fiscale esente da pena, già da anni in vigore a livello federale, è un successo, fa emergere i capitali occulti e ha portato, dal 2010, a un introito di 170 milioni per le casse pubbliche cantonali. Se veramente si volesse realizzare il fondo – e me lo auguro! – i soldi ci sarebbero.