“Il nostro Cantone ha bisogno di una riconversione industriale ed economica”

Intervista pubblicata il 7 aprile 2015 su Tio.ch
a Ivo Durisch, candidato al Consiglio di Stato

LUGANO – Questa sera è il turno di Ivo Durisch, candidato al Consiglio di Stato per il Partito Socialista. L’esponente socialista del Mendrisiotto ritiene fondamentale, a tutela del territorio ticinese, “una riconversione industriale ed economica del nostro Cantone”.

Qual è il problema più urgente da risolvere in Ticino?

“Il problema più urgente è il lavoro. Abbiamo giovani che fanno fatica a trovare un primo impiego e abbiamo persone cinquantenni che non riescono a trovare un ricollocamento se escono dal circuito produttivo. Oltre a questo c’è la questione salariale: in Ticino abbiamo vissuto e stiamo vivendo una continua erosione degli stipendi. E i contratti normali di lavoro non risolvono il problema: io sono ingegnere informatico diplomato al politecnico federale di Zurigo e il nostro contratto normale di lavoro prevede 22 franchi all’ora. Qualcosa evidentemente non funziona. Rendiamoci conto che questi problemi ci sono nonostante in Ticino abbiamo avuto una crescita importante di posti di lavoro, ma questo invece di migliorare la qualità di vita dei residenti ha creato dumping e caos sia edilizio che viario. Dobbiamo assolutamente ripensare il nostro modello economico, considerato anche che il settore bancario non sarà più quello trainante, ma per far questo occorreranno anni. Questa è la priorità di oggi, da affrontare con lo sguardo verso il futuro, un futuro possibilmente di qualità!”

Quanto la preoccupa la presenza della criminalità organizzata in Ticino e cosa fare per combatterla?

“Sicuramente è un tema molto importante. Con un mercato dell’edilizia così fiorente come quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, c’è veramente da porsi la domanda sulla presenza di infiltrazioni mafiose internazionali in Ticino. Purtroppo è un tema che è stato marginalizzato in campagna, dove si è preferito tematizzare la questione dei frontalieri. La trasparenza è sicuramente uno dei modi per affrontare la questione, l’informazione un altro; parallelamente evidentemente al lavoro della procura. Ma anche l’occhio delle autorità deve essere vigile. Personalmente ho molto apprezzato la trasmissione di Falò che trattava questo argomento un paio di settimane fa”.

In Ticino ritiene necessaria una riforma fiscale?

“Non ritengo momentaneamente necessaria una riforma fiscale, ritengo piuttosto che si debba seriamente pensare, come già detto prima, a una riconversione industriale ed economica del nostro Cantone. Sicuramente il metodo adottato negli scorsi anni dal promovimento economico è stato sbagliato: esenzioni fiscali a aziende che non lasciano nulla sul territorio non bisogna assolutamente più concederle!”

Se fosse eletto in Consiglio di Stato quale dipartimento vorrebbe?

“Negli scorsi anni ho lavorato molto, come coordinatore dell’associazione Cittadini per il Territorio, sui temi ambientali e territoriali. Potendo scegliere opterei per il Dipartimento del territorio”.

Lei è favorevole al sistema maggioritario?

“Personalmente sono contrario, ma non credo che questo stravolga gli equilibri all’interno del Governo, dove eventualmente potrebbe venir applicato. Oggi questo però non risolverebbe i problemi della governabilità del nostro Cantone, visto che la disputa politica, e quindi anche il relativo blocco di proposte reciproche, è tra PLR e Lega: due partiti che si contendo la maggioranza relativa, ma che nemmeno con il sistema maggioritario resterebbero fuori dal Governo”.

Lei è favorevole alla liberalizzazione dell’apertura dei negozi su modello italiano?

“Assolutamente no se non accompagnate da un forte contratto di lavoro collettivo che tuteli le lavoratrici e i lavoratori da orari e percentuali di lavoro, che di fatto le/ li precarizzerebbero e ne peggiorerebbero la qualità di vita; non solo la loro, ma di tutta la sfera famigliare”.

Qual è la cosa più imbarazzante / fastidiosa che è costretta a fare in campagna elettorale?

“Non userei la parola fastidioso, ma faticoso. Sicuramente la presenza ai molti comizi elettorali è una maratona sfiancante. Lo scorso fine settimana è stato l’ultimo intenso e ne sono contento. Per ritornare alla domanda comunque di imbarazzante / fastidioso non ho per fortuna dovuto fare nulla. In questa campagna ho cercato di rimanere me stesso!”

Perché dovremmo votare lei?

“Perché non prometto cose che non posso mantenere. Perché sono determinato, attento, coraggioso, generoso. Perché credo che la politica sia una cosa seria e soprattutto al servizio della popolazione e del Paese. Perché so ragionare in termini di generazioni e non di tornaconti personali immediati. Perché nelle cose che faccio ci metto anche il cuore. E perché in politica bisogna sempre avere un sogno collettivo da inseguire. Per il bene comune”.