Per un Ticino che cambi sul serio

di Carlo Zoppi, candidato al Gran Consiglio

Nonostante tutti giudichino il cambiamento necessario non possiamo non notare in Ticino una profonda resistenza al cambiamento e una strenua difesa degli interessi di categoria. Il mondo sta cambiando velocemente e il cieco oltranzismo a difesa delle rendite di posizione rischia di trascinare questo cantone in un baratro senza fine. Le nostre aziende fanno sempre più fatica a restare competitive sul mercato internazionale e i turisti possono ora scegliere mete molto più esotiche a prezzi ridicolmente bassi. Le opportunità che il mondo globalizzato offre al nostro cantone sono moltissime, ma sta a noi saperle cogliere.

Il Ticino per cambiare deve puntare su una democrazia che si basi su trasparenza e legalità. Trasparenza negli appalti pubblici che escluda le aziende parassitarie e i clientelismi, favorendo un uso efficace delle risorse pubbliche. Legalità perché tutti, anche i politici, devono sottostare alla legge. La democrazia non è solo una forma di governo o il ripetersi del rituale del voto. Sarebbe come affermare che una religione non è altro che un insieme di edifici, chiese o moschee. La democrazia è un modo di vivere che richiede la partecipazione costante di tutti i cittadini al mantenimento dei suoi valori e alla salvaguardia delle sue istituzioni da chi vuole infangarle. Ora la diamo per scontata, ma la democrazia nel corso della storia umana non è mai stata la regola: semmai un’incredibile eccezione, conquistata grazie innumerevoli sacrifici.

La democrazia per funzionare correttamente deve poter gettare le sue fondamenta su una società che si dimostri equa nel concedere a tutti gli individui le stesse chance di avere una formazione di qualità gratuita e di trovare un lavoro dignitoso. L’accettazione del degrado sociale e la rassegnazione ad una democrazia promiscua in vendita al migliore offerente deve terminare.

Il Ticino che svolta deve puntare su una pianificazione del territorio a favore di uno sviluppo sostenibile che preservi la qualità di vita dei cittadini e ripristini una situazione di mobilità accettabile a favore del trasporto pubblico. Non possiamo abituarci agli attacchi d’asma per l’inquinamento nel Mendrisiotto e alle code infinite sulle nostre strade. Il Ticino deve poter dare un lavoro dignitoso ai suoi abitanti, combattendo il dumping e il precariato, smettendo di regalare sovvenzioni pubbliche a ditte che assumono solo precari a paghe da fame. La conciliazione del mondo del lavoro e famiglia con un potenziamento di asili nido, mense e doposcuola è una priorità. Il Ticino se vuole rimanere competitivo nel mercato internazionale deve avere un sistema educativo che dia prospettive con borse di studio accessibili per gli studenti, con piani occupazionali e formazioni professionali che offrano reali opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro. Noi socialisti ci battiamo per questo, noi vogliamo che il Ticino cambi sul serio.