Il Ps rispetta la sovranità popolare, e gli altri?

di Marilena Ranzi-Antognoli, membro di direzione del PS Lugano

Come era prevedibile e già indicato da più parti il Tribunale federale ha dato ragione a quei cittadini che hanno fatto ricorso contro la decisione improvvida di fare un’amnistia cantonale con uno sconto del 70% su quanto dovuto. Ricordo che in sede di votazione popolare l’amnistia ha raccolto il 52% e i no sono stati il 48%.

Da alcuni anni è in atto un’amnistia a livello federale che si applica unicamente alle imposte dovute sui 10 anni precedenti alla mancata notifica della sostanza: l’amnistia evita multe e sanzioni. Questa amnistia ha permesso a molti Cantoni di rimpolpare le casse. Anche in Ticino vi è stato un riscontro positivo, mitigato in parte dalle promesse di un’amnistia cantonale più favorevole.

È assolutamente certo che in una democrazia semidiretta come la nostra la maggioranza della popolazione che si reca a votare sceglie la strada da percorrere. Vi sono però dei limiti dettati dalle nostre leggi superiori. È corretto indurre i cittadini a superare questi limiti?

Perché i fautori dell’amnistia non hanno segnalato questa problematica (conosciuta e suffragata da diverse prese di posizione di costituzionalisti), ma si sono limitati a dire che il Partito socialista aveva torto e che tutto andava bene?

Il cittadino avrebbe così votato con tutti gli elementi a disposizione per decidere e avrebbe anche saputo che qualunque cittadino che si sentiva leso da questa amnistia avrebbe potuto fare ricorso e magari, come è stato il caso, vincerlo.

Questo non avrebbe probabilmente cambiato l’esito del voto, ma i cittadini avrebbero comunque saputo da subito che quanto proposto era sì allettante ma scorretto.

Da più parti si accusa il Ps di non rispettare le volontà popolari: nulla di più falso. Anche per quanto concerne la votazione del 9 febbraio 2014 che tanto fa ancora discutere, il Ps ticinese ha un atteggiamento chiaro: i cittadini hanno deciso e quindi la Confederazione deve applicare l’articolo costituzionale sviluppando una proposta di legge conforme all’articolo entro tre anni dal voto. La Confederazione dovrà ovviamente negoziare con l’Unione europea e valutare la sua risposta, che ovviamente potrebbe essere totalmente negativa o comportare dei costi da sopportare. A quel momento i cittadini svizzeri potranno esprimersi nuovamente sull’applicazione dell’articolo (con il referendum sulla legge) o su altre eventuali proposte alternative a livello di Costituzione.

Il Ps ha sempre dimostrato concretezza e soprattutto coerenza e rispetto delle istituzioni, delle persone e del popolo sovrano, al quale tuttavia i partiti dovrebbero evitare di far vedere “lucciole per lanterne”.