La ‘mia’ bandiera

di Igor Righini, candidato al Gran Consiglio

Sventola la “mia” bandiera. Dietro, spinta dal vento, l’acqua si muove lenta. Le montagne, accarezzate da qualche nuvola bianca, segnano l’orizzonte. In cima all’albero, ben piantato in riva al lago, è issata la bandiera nazionale, rossa con una croce bianca.

Subito sotto, metà rossa e metà azzurra quella cantonale. In Ticino, per più di trecentoquarantaseimila persone, sono il simbolo del nostro Paese. Qualcuno vi dirà che non è vero poiché contiamo più di un quarto circa di residenti permanenti stranieri. A me piace pensare che gli stranieri quando guardano alla bandiera rossocrociata oppure a quella cantonale sanno bene che cosa significa: per loro quei colori rappresentano lo Stato che li ospita. Fatta questa precisazione vorrei aggiungere che poco importa. Invece, chiediamoci chi può usare la bandiera nazionale o cantonale e in quali occasioni. Mi pare giusto usare la bandiera per la festa nazionale. Quando ero bambino il primo d’agosto lo festeggiavo ai monti. Nonna Mina appendeva i palloni di carta intorno alla cascina; “lanterne rosse” alla nazionale. Nell’oscurità si lanciavano i fuochi d’artificio e non mancava la bandiera del cantone di Uri, un segno di riconoscimento alle origini della nonna. Mi pare giusto usare la bandiera per la partita della nazionale. È corretto farne uso di fronte alle istituzioni dello Stato. Invece, è scorretto che dei partiti o “movimenti” usino il vessillo Nazionale o quello cantonale per propagandare la loro azione. Occorre scongiurare qualsiasi strumentalizzazione politica dei simboli dello Stato che non appartengono ad una casta. La bandiera in uno Stato autoritario è condivisa con il partito della dittatura. In uno Stato civile e democratico la bandiera è per tutti; nessuno ha il diritto di appropriarsene ed ergersi ad unico rappresentante dei valori nazionali o cantonali. E voi cittadini in quale Stato vi riconoscete? Nello Stato dittatoriale di una maggioranza populista oppure in quello democratico e sociale per tutti?