Per un Bellinzonese più forte

di Alessandro Robertini, candidato al Gran Consiglio

Negli scorsi giorni è stato sottoscritto e consegnato al Consiglio di Stato il rapporto conclusivo sul progetto di aggregazione del Bellinzonese, progetto che prese avvio oltre due anni orsono con la firma dell’istanza di aggregazione firmata dai 17 Comuni tuttora presenti.

L’aggregazione è la sfida che attende la nostra regione nei prossimi mesi e la cui fattibilità verrà rimessa nell’ottobre prossimo al democratico verdetto popolare. Questa è la giusta via da percorrere per creare nuove opportunità e mantenere un buon livello di benessere, creando nuove possibilità di lavoro e migliorando i servizi alla popolazione. Solo con un peso demografico adeguato sarà possibile rivolgersi con credibilità alle istanze superiori cantonali e federali per chiedere l’insediamento di istituti di livello universitario e poter godere dei necessari finanziamenti federali che spesso, proprio per una mancanza di un adeguato peso specifico, tendono a fluire verso altre regioni della Confederazione notoriamente più affermate in campo scientifico proprio perché dispongono già delle necessarie competenze meno presenti da noi. Ciò permetterà di creare un polo tecnologico-scientifico di qualità che potrà evolvere con l’ulteriore insediamento di aziende che lavoreranno in sinergia, per non dimenticare l’importante indotto per la città che tutto questo comporterà. D’altra parte molti servizi tuttora delegati ai singoli Comuni potranno essere ottimizzati e migliorati. Sarà in buona parte possibile rinunciare al burocratico istituto dei consorzi che spesso rallenta il processo decisionale dovendo passare al vaglio dei legislativi di tutti i Comuni consorziati.

L’avvento di Alptransit sarà l’ulteriore sfida che inciderà sul futuro del nuovo Comune, imponendo un attento ripensamento della pianificazione territoriale con lo sviluppo della nuova stazione ferroviaria e la creazione di nuove fermate tra Bellinzona e Giubiasco, con la relativa valorizzazione di quartieri già esistenti ma tuttora poco considerati. Lo sviluppo del polo tecnologico delle Officine delle FFS e la concezione di una nuova politica turistica dell’intera regione, volta a sfruttare al meglio quest’opera di fondamentale importanza, sono altri aspetti su cui ci si dovrà chinare. Infine non si dovrà dimenticare la paventata edificazione del nuovo ospedale, ulteriore tassello del già citato polo tecnologico-scientifico.