Diciamo basta ai megasalari nel pubblico

di Raoul Ghisletta, candidato al Gran Consiglio

Di fronte alle migliaia di disoccupati e di persone in assistenza in Ticino e in Svizzera è giunto il momento di mettere un tetto agli alti salari nei servizi e nelle aziende pubbliche: sia a livello comunale, sia a livello cantonale, sia a livello federale. Lo stipendio maggiore deve essere quello di chi comanda l’ente pubblico: il sindaco e i municipali a livello comunale; i consiglieri di Stato a livello cantonale e infine i consiglieri federali a livello nazionale. Gli stipendi degli alti funzionari e dei dirigenti di società parapubbliche (dalle AIL SA all’AET alle ex regie federali) devono essere dimensionati alle loro effettive responsabilità e devono essere inferiori a quelli delle alte cariche politiche. Altro che meritocrazia e bonus come propongono i soliti ingenui, ignorando che creano solo favoritismi per gli alti papaveri e che hanno creato problemi gestionali nel settore privato!

Chi si impiega nell’ente pubblico o lo fa per dedizione o lo fa perché non aveva prospettive migliori nel settore privato, visti anche i chiari di luna nel settore finanziario, commerciale ed industriale. Non sono i bonus e i salari illimitati a spronare le persone a lavorare, ma la motivazione che fa seguito alla definizione di obiettivi chiari e alla valutazione del lavoro svolto da parte dell’Esecutivo.

E se un alto funzionario o un dirigente aziendale parapubblico non svolge bene il suo lavoro, l’Esecutivo comunale, cantonale o federale, rispettivamente il Consiglio d’amministrazione dell’azienda pubblica, deve avere il coraggio di risolvere immediatamente il problema: o spostando il dirigente ad un livello inferiore con riduzione salariale o licenziandolo. Deve finire il tempo degli sprechi, dell’immobilismo e dei favoritismi tra amici degli amici, sia a livello partitico, sia a livello personale.

Come presidente del Partito socialista di Lugano invito caldamente il Municipio di Lugano ad agire subito sui problemi che manifestano alcuni incapaci/svogliati/retrogradi alti funzionari e alcuni alti dirigenti che hanno perso il senso della realtà, perché la popolazione luganese mormora e si lamenta sempre più per questi aspetti. La popolazione luganese non è disposta a pagare ulteriormente per la crisi (in termini di aumenti di tasse/imposte e di diminuzione dei servizi), quando vi sono alti intoccabili papaveri o quadri superiori arroganti, che si arricchiscono sempre più o mantengono privilegi di ogni tipo (e i posteggi gratuiti, sul quale questo Municipio fatica a tagliare la testa al toro, sono solamente la punta dell’iceberg).

Non dubito che la popolazione la veda in questo modo anche sul piano cantonale e federale: sacrifici si possono anche fare, ma bisogna far pulizia ai piani alti, altrimenti l’Esecutivo non è credibile. Ovviamente il discorso vale anche per i membri dei Consigli d’amministrazione delle aziende parapubbliche e degli enti sovvenzionati. Che il Municipio e il Governo stabiliscano una retribuzione fissa onesta per i membri dei vari Consigli d’amministrazione e vietino una volta per tutte l’assegnazione di assurdi bonus, che scimmiottano le aziende private!