“Potrei essere un’alternativa umile e concreta”

Intervista pubblicata da Tio.ch
a Henrik Bang, candidato al Consiglio di Stato

LUGANO – Nuovo appuntamento con le interviste ai candidati al Consiglio di Stato, in vista delle elezioni del 19 aprile. Stasera è il turno dell’esponente del Partito Socialista Henrik Bang.

Qual è il problema più urgente da risolvere in Ticino?

Sicuramente il problema del lavoro è tra i principali ma per non essere riduttivo auspicherei una classe politica che lavori in modo concreto e unito a favore dei cittadini. In poche parole per tutti e senza privilegi a cogliere le opportunità future.

Quanto la preoccupa la presenza della criminalità organizzata in Ticino e cosa fare per combatterla?

La criminalità organizzata mi preoccupa come tutte le questioni che riguardano la sicurezza del cittadino. La sicurezza sociale, la sicurezza del lavoro, la sicurezza del territorio sono aspetti che spesso vengono dimenticati perché fanno meno notizia. La criminalità organizzata deve venir combattuta tramite misure concrete per incrementare l’efficacia del Ministero pubblico della Confederazione. L’efficienza delle autorità d’inchiesta e la loro capacità di “agire in rete” è infatti decisiva. Le leggi, da sole, non bastano, sono necessarie competenze e strutture performanti.

In Ticino ritiene necessaria una riforma fiscale?

Praticamente soli, unitamente all’area progressista, abbiamo sempre messo in guardia il Ticino dalle conseguenze nefaste degli sgravi fiscali, che hanno favorito i ricchi e ci hanno portato ai tagli di bilancio, e lo abbiamo fatto quando questa posizione era ancora impopolare. Ancora con l’approvazione dell’amnistia fiscale cantonale andiamo a regalare soldi ai ricchi. Non sono per una riforma fiscale generalizzata, basterebbe togliere gli ultimi sgravi fiscali andati ai ricchi.

Se fosse eletto in Consiglio di Stato quale dipartimento vorrebbe?

Il Territorio ma chiaramente non avrei problemi a dirigere qualunque altro dipartimento.

Lei è favorevole al maggioritario?

Personalmente non sono favorevole al maggioritario. I problemi di questa legislatura sono dovuti alla grande frammentazione del parlamento e ai continui cambiamenti di certe forze politiche. Una coalizione di Governo non significa ancora stabilità, Gli esempi si sprecano. Chi vuole il maggioritario affossa la concordanza che ha reso grande questo paese.

Lei è favorevole alla liberazione dell’apertura dei negozi su modello italiano?

Siamo chiaramente confrontati con un’offensiva inarrestabile votata alle necessità indotte ad arte da un’economia sfrenata che non vuole confrontarsi con le vere necessità dell’uomo ma solo massimizzare i propri profitti. L’esempio della vicina Repubblica è lì da vedere: una liberalizzazione totale, con conseguente sparizione dei piccoli commerci fagocitati dalla grande distribuzione.

Quale è la cosa più imbarazzante/fastidiosa che è costretto a fare in campagna elettorale?

Sono onesto fino al midollo e troppo spesso dai giornalisti veniamo sollecitati da domande di impronta negativa. Problemi, disastri, violenza, furti, criminalità, inquinamento, ecc. Viviamo in un bellissimo paese ove, rispetto al resto del mondo, le istituzioni e i servizi funzionano bene. Abbiamo tante opportunità e un futuro davanti a noi. Mi piacerebbe poter parlare di più del Ticino che vorrei. Un Ticino collegato al resto della Svizzera da Alptransit, un Ticino ove i valori etici e solidali vengano messi in evidenza, un Ticino con un territorio valorizzato, un Ticino che rispetta la dignità del lavoratore. In poche parole il Ticino che vorrei.

Perché dovremmo votare lei?

Perché potrei essere un’alternativa umile e concreta che desidera lavorare per il bene di tutti senza privilegi.