Per l’ambiente e il commercio locale: Sì agli alimenti equi

di Ivo Durisch, Capogruppo Ps al Gran Consiglio

Penuria di acqua, moria di pesci, temperature da record: questa estate caldissima ha mostrato ancora una volta che il cambiamento climatico ha effetti negativi anche qui in Svizzera. Più importante che mai è sostenere ora l’iniziativa per gli alimenti equi, sulla quale siamo chiamati a votare il 23 settembre. Cosa compriamo e mangiamo è una scelta politica.

Le armi di Cassis

di Fabrizio Sirica, Vicepresidente PS

La recente notizia dell’allentamento delle norme sull’esportazione di armi verso i paesi nei quali è in corso una guerra civile sta indignando molte persone, compreso il sottoscritto. Vendere strumenti di morte, soprattutto a chi è coinvolto in un conflitto, è sempre una decisione deprecabile, ma se a farlo è la neutrale Svizzera, diventa semplicemente inaccettabile!
Una decisione che avrà conseguenze gravissime, in primis sulle persone che verranno uccise e ferite dalle “nostre armi”, in secondo luogo sull’immagine e la credibilità del nostro paese.

Sperimentare è vitale per la scuola

di Francesco Cavalli, già deputato al Gran Consiglio                      

Quando nel 2014 comparve il primo documento su “La scuola che verrà” mi colpì favorevolmente il sottotitolo “Idee per una riforma tra continuità e innovazione”. Due parole chiave, continuità e innovazione che ancora oggi, a mio modo di vedere, caratterizzano questo progetto sulla cui sperimentazione saremo chiamati a votare il 23 settembre.
Continuità, in quanto la struttura della scuola dell’obbligo non viene per nulla stravolta: non tanto perché, ad esempio, non sono introdotte nuove discipline e non ne vengono abolite, ma soprattutto perché vengono riaffermati i principi dell’inclusività, dell’eterogeneità e dell’equità.

Paura, denigrazione e demagogia

di Alessandro Robertini
Presidente regionale PS Bellinzonese e docente SUPSI

Tra i detrattori della sperimentazione, e ribadisco sperimentazione, di tre anni della riforma della scuola obbligatoria detta Scuola che verrà (Scv) sta emergendo un palese nervosismo che denota una totale mancanza di argomenti validi contro un progetto che porterà solo dei miglioramenti al sistema scolastico ticinese.
Sembrerebbe che non si voglia sperimentare, perché c’è il timore che questo possa, con buona probabilità, confermare la bontà del progetto, smontando tesi che vorrebbero invece smantellare il settore pubblico scolastico a favore di modelli che favoriscono solo i più abbienti, come avveniva prima della scuola media unica che a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta sostituì, con ottimi risultati, ginnasio e scuola maggiore.

Due iniziative alimentari per renderci più forti di fronte alle crisi internazionali

Carlo Zoppi, Consigliere comunale PS – Lugano

La Svizzera è un paese estremamente globalizzato e le fluttuazioni imprevedibili dei mercati mondiali hanno una grande influenza sul nostro paese. Se un sasso viene gettato nello stagno dell’economia mondiale siamo fra i primi a sentirne gli effetti. Il recente esempio della crisi della lira turca è lampante. Aumentare la nostra resilienza, cioè la capacità di sopportare e adattarci ai grossi shock esterni, è un modo per sottrarci almeno in parte a ciò che non possiamo prevedere né controllare e dovrebbe essere una delle priorità per la salvaguardia della nostra indipendenza nazionale.

Scuola che verrà: un Sì convinto anche alla faccia del ‘matador’

di Igor Righini, Presidente PS

Il comitato referendario contro “la scuola che verrà”, su cui voteremo il 23 settembre, ha manifestato l’avversità al progetto ergendosi a difensore della scuola pubblica. Ha fatto come il “matador”: s’è alzato sulle punte e ha sventolato il drappo rosso con cui nasconde la fatidica spada. È sceso nell’arena della politica, ai mercati, in televisione usando parole menzognere e offensive per quella che ritiene una “scuola rossa”. “Olé, olé!” ha esclamato chi poco tempo fa pretendeva di usare le risorse di noi tutti cittadini per fare la scuola privata per pochi privilegiati. “Olé, olé!”, il “matador” cerca di provocare la reazione inferocita del cittadino. Vuole ottenere fumo dalle sue narici. aspetta la carica finale per mandare all’aria un progetto capace di garantire un futuro migliore ai ragazzi e alle ragazze che frequentano la scuola pubblica.