Fibra ottica, marketing politico e denaro nella pattumiera

di Bruno Storni, Deputato PS al Gran Consiglio

Recentemente “Falò” ha dedicato una puntata alle regioni periferiche in difficoltà, mostrando alcuni casi di attività economiche e di lavoro insediate in comuni discosti malgrado le note problematiche di spopolamento. Interessante il caso di uno scienziato ricercatore di pozzi petroliferi, abita e lavora a Loco, o meglio a 10 minuti a piedi dalla strada giù nella valle dove la sua casa è collegata con il vecchio buon filo telefonico in rame e un armadietto anni 50 in ghisa, gli permette un accesso a internet sufficientemente veloce per trasferire “grandi pacchi di dati” e partecipare a videoconferenze con altri partner del mondo, e quindi lavorare online a Loco come in qualsiasi iperconnessa metropoli.

Nuove Officine FFS: accordo perdente

di Bruno Storni, Deputato PS al Gran Consiglio

Dopo l’intenzione nel 2008 delle FFS, sventato grazie allo sciopero delle maestranze, di chiudere la sede di Bellinzona, sembra si stia arrivando alla soluzione con la sottoscrizione di una Dichiarazione d’intenti da parte di FFS, Cantone e Comune di Bellinzona presentata a fine 2017.
FFS prevedono la costruzione di un nuovo Impianto Industriale dedicato alla manutenzione dei moderni elettrotreni, infrastruttura necessaria all’esercizio di gran parte dell’odierna flotta di treni passeggeri (Flirt, ETR 610) e del futuro (Giruno), treni non più composti da locomotive e vagoni ma composizioni uniche lunghe fino a 200 metri.

Internamento sì, ma «a vita»?

di Carlo Lepori, Deputato PS al Gran Consiglio

Giovedì scorso, il direttore Caratti si chiedeva «Internamento, se non ora quando?». Intendeva evidentemente il cosiddetto «internamento a vita», introdotto nel nostro Codice penale a seguito dell’infausta iniziativa costituzionale, approvata nel febbraio 2004. Governo e parlamento avevano infatti raccomandato di respingerla. Essa esige che «il criminale […] estremamente pericoloso e classificato come refrattario alla terapia deve essere internato a vita. Liberazioni anticipate e permessi di libera uscita sono esclusi». E che il riesame è possibile solo «qualora nuove conoscenze scientifiche permettano di dimostrare che il criminale può essere curato».

Ci stanno ingannando e ricattando

di Fabrizio Sirica, vicepresidente del Partito Socialista

Il 29 aprile saremo chiamati a votare sulla riforma fiscale. Dovremo decidere se respingere o accettare gli ennesimi sgravi fiscali a favore dei ricchi e delle grandi aziende. È importante precisare da subito un concetto chiave: chi parla o scrive di “riforma fiscale e sociale”, ci sta ingannando e ricattando. Un atteggiamento non soltanto politicamente ed eticamente discutibile, ma addirittura lesivo del principio costituzionale della libertà di voto!

“Prima i nostri”, la disinformazione la fa da padrone

di Hernik Bang, Deputato PS al Gran Consiglio

Mercoledì 21 febbraio il Gran Consiglio ha votato sulla proposta di legge “Prima i nostri” respingendola a maggioranza. I deputati che hanno preso questa decisione immancabilmente la domenica successiva sono stati accusati, dal noto settimanale, di essere degli affossatori, menefreghisti irrispettosi della volontà del popolo.
Il 25 settembre 2016 il Popolo ha approvato l’iniziativa «Prima i nostri!» che ha modificato la Costituzione cantonale, completandone inoltre gli obiettivi sociali elencati nell’art. 14. La procedura di conferimento della garanzia federale secondo l’art. 51 cpv. 2 della Costituzione federale (Cost.) è avvenuta nella scorsa sessione autunnale delle Camere e questa è stata presentata dagli iniziativisti come una grande vittoria.

‘Prima i nostri’: l’UDC ha tradito il popolo

di Fabrizio Sirica, Vicepresidente PS

“Traditori della volontà popolare”: è con questa definizione che sono stati apostrofati quei deputati e quei partiti che nell’ultima sessione di Gran Consiglio hanno bocciato la legge di applicazione di “Prima i nostri”. Ma la realtà è proprio così come la dipinge l’UDC? Veramente il Parlamento non ha voluto dare seguito al volere popolare?

Partiamo dal principio. Nell’aprile del 2015 il Governo ricevette la perizia giuridica commissionata al professore Giovanni Biaggini, ordinario di diritto amministrativo ed europeo all’Univerità di Zurigo. La perizia non lasciava dubbi: il testo era ricevibile, ma gli obiettivi principali non sarebbero stati raggiunti. L’esperto di diritto chiarì molto bene che l’iniziativa “solleva delle aspettative che non potranno poi essere messe in pratica, se non in misura ridotta”.